Programma Quadro 2000 - 2002

Scenari dettagliati e provvedimenti finalizzati alla prevenzione sismica nell'area urbana di Catania

(M. Maugeri)

 

Scopo del progetto

 

Il Progetto ha approfondito le diverse metodologie per la definizione di scenari dettagliati di pericolosità sismica, con riferimento a terremoti di forte intensità (tipo 1693) e di media intensità (tipo 1818), al fine di trarre tutti gli elementi necessari per gli interventi da eseguire sugli edifici del patrimonio edilizio e monumentale della città di Catania, per mitigarne gli effetti sismici.

I principali argomenti di ricerca del Progetto riguardano: la caratterizzazione del moto atteso al suolo e gli effetti di sito; la vulnerabilità dell'ambiente fisico, delle infrastrutture viarie e del sistema urbano; la vulnerabilità ed il miglioramento sismico degli edifici per prevenire il danno. Gli obiettivi principali riguardo alla caratterizzazione del moto atteso al suolo e gli effetti di sito sono: modello di sorgente dei terremoti di scenario; rilievo geologico di dettaglio e mappa geologica dell'area urbana di Catania; misure di microtremori; valutazione degli effetti di sito; accelerogrammi sintetici in superficie ed alle differenti profondità del "bedrock".

I principali obiettivi riguardo alla vulnerabilità dell'ambiente fisico, delle infrastrutture viarie e del sistema urbano sono: indagini su siti campione di rilevante interesse; prove in situ dentro i fori di sondaggio; campionamento indisturbato e prove di laboratorio in campo dinamico per valutare il comportamento non lineare del terreno; aggiornamento delle proprietà dinamiche del terreno e della mappa geotecnica includendo le stratigrafie di tutti i sondaggi ed i risultati delle misure geofisiche e delle prove di laboratorio; microzonazione sismica dell'area urbana di Catania; modellazione della vulnerabilità dei pendii ai terremoti di scenario ed applicazione del modello alle frane nell'area urbana di Catania; modellazione del fenomeno di liquefazione e dei relativi fenomeni di instabilità noti come "lateral spreading"; rilievo delle cavità presenti nel sottosuolo di Catania ed implementazione di una banca dati delle cavità rilevate; vulnerabilità delle infrastrutture viarie, incluso fenomeni di instabilità di pendii, di rilevati e di opere di sostegno che possono causare l'interruzione del sistema viario; valutazione della vulnerabilità del sistema urbano.

I principali obiettivi riguardo alla vulnerabilità ed al miglioramento sismico degli edifici per prevenire il danno sono: valutazione della tipologia costruttiva, prove di identificazione, valutazione della vulnerabilità e della resistenza al sisma di edifici monumentali; valutazione della vulnerabilità e della resistenza al sisma della più diffusa tipologia di edifici in c.a.; miglioramento sismico della più diffusa tipologia di edifici in c.a. con tecniche tradizionali ed innovative; realizzazione di un codice di pratica per il miglioramento della più diffusa tipologia di edifici in c.a.; trasferimento del codice di pratica agli Ordini Professionali ed ai tecnici; trasferimento agli Uffici del Comune del Sistema Informativo Territoriale (SIT), contenente la banca dati ed i risultati ottenuti dal Progetto di Ricerca; criteri di priorità per l'esecuzione dei lavori di miglioramento.

I risultati fin qui ottenuti dal Progetto sono stati oggetto di numerose pubblicazioni prevalentemente su Atti di Convegni Internazionali e sono stati altresì pubblicati in un apposito volume edito da WIT Press (Southampton, UK). Alla fine della ricerca i risultati finali del Progetto saranno presentati in un'apposita monografia descrittiva dell'intero progetto. Saranno altresì organizzati, nei primi mesi del 2005, incontri con le Associazioni Professionali locali e gli Enti Locali per il trasferimento dei risultati ottenuti. Tra questi, i prodotti che possono essere di  maggior interesse per il Dipartimento della Protezione Civile, sono riportati nel seguito

 

 

Elenco prodotti

 

Prodotto 1

Sismogrammi sintetici, spettri di risposta e stime di scuotimento nell'area abitata di Catania per il terremoto del 1693 originato dalla scarpata Ibleo-Maltese

Descrizione

E' stata simulata la risposta sismica di sette siti del Comune di Catania, con il metodo agli elementi spettrali 2-D di Chebyshev, con lo scopo di analizzare come il campo d'onda si modifica durante il suo passaggio attraverso la sequenza degli strati di suolo più superficiali. Gli accelerogrammi sintetici sono stati determinati in superficie ed a varie profondità (8, 20, 30, 70 e 160m). I risultati di queste simulazioni sono stati usati per stimare l'applicabilità di un metodo 1-D. In questo studio, la struttura superficiale del modello è stata definita in dettaglio presso i sette siti prescelti. I sismogrammi sono stati calcolati a differenti profondità, partendo dalla superficie, per studiare la propagazione del campo d'onda attraverso circa cento metri di suolo. L'evento di riferimento simula il terremoto M≈7 che colpì Catania nel 1693. In questo studio, la sorgente è posizionata lungo il segmento settentrionale della faglia Ibleo-Maltese ed ha meccanismo normale puro. La sorgente riproduce in modo semplificato la propagazione della rottura e la distribuzione eterogenea del momento sismico lungo la faglia. Sono stati simulati quattro diversi tipi di distribuzione e rilascio di momento sismico. L'input sismico calcolato dalle simulazioni raggiunge valori di accelerazione di picco elevati (circa 0.5g), considerabilmente maggiori di quelli convenzionalmente usati, ed ha l'effetto di produrre marcati comportamenti non lineari nella colonna di suolo. Ne consegue che le modellazioni non-lineari 1D devono essere preferite a quelle lineari 2D in prossimità dell'area epicentrale, se la struttura del suolo può essere approssimata da un modello 1D

Versione finale

Analisi di risposta di sito con input sismico specifico per il terremoto del 1693. Confronto tra metodi 1D e 2D per la stima della risposta di sito e loro applicabilità

Utilità per la protezione civile

Informazioni utili per la classificazione sismica del territorio nazionale per il requisito di "non collasso" relativo allo scenario di livello L2, corrispondente ad un terremoto "severo" e "poco probabile". Informazioni utili per la Protezione Civile della Regione Siciliana, ai fini della classificazione sismica del territorio regionale

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Prodotto 2

Coordinate di una possibile sorgente di terremoti distruttivi in terraferma nella Sicilia Sud-orientale, che potrebbe richiedere un adeguamento degli elenchi dei Comuni classificati nelle diverse zone sismiche

Descrizione

E' stata conclusa l'attività di inversione automatica delle sorgenti del 9 e 11 gennaio 1693, usando la funzione cinematica KF e gli Algoritmi Genetic con Niching (NGA), di tutti i data sets macrosismici disponibili. Il risultato finale è che le sorgenti del 9 e 11 gennaio, 1693 – vincolate dalle nostre inversioni – formano una faglia segmentata e orientata verso NNE, approssimativamente lunga 60 km. La complessa faglia ottenuta è molto pendente verso ESE, o WNW, con meccanismo di rottura da puro strike-slip a 50% strike-slip e 50% dip-slip. Questa struttura attiva attraverserebbe la Sicilia Sud Orientale dal Plateau Ibleo alla costa del mare Ionio, a sud della città di Catania. La attiva faglia di Scicli-Ragusa-Monte Lauro, di tipo trascorrente, che affiora 12-14km a ovest della nostra sorgente lineare, è compatibile con questa inversione, nei limiti degli errori. è seguita poi una serie di esperimenti atti a verificare le soluzioni e le loro incertezze. In particolare è stata valutata la stabilità delle soluzioni in situazione di mancanza parziale del campo macrosismico, tipica di sorgenti ubicate in prossimità della costa, o con epicentro in mare, come per i terremoti di questa zona. A tal proposito sono state condotte due tipi di indagini: a) inversione di dati macrosismici sintetici cui sono stati tolti circa i 2/3 del campo macrosismico; b) validazioni e test di inversione di dati macrosismici di terremoti lungo la costa del mare (eventi strumentali di magnitudo medio-bassa delle coste Occidentali della Norvegia). Queste esperienze indicano che: 1) le coordinate epicentrali ed i valori angolari delle fault-plane solution sono i parametri più significativi per l'inversione; 2) l'inversione delle coordinate epicentrali è mal vincolata se l'area delle intensità massime (area epicentrale) non è chiusa dalle intensità più basse; 3) lo strike è abbastanza stabile, con errori entro i 20°, mentre il rake si rivela parametro piuttosto critico e talvolta instabile. Tutto questo tenderebbe ad escludere la struttura Ibleo Maltese come sorgente responsabile dei due eventi citati (come ipotizzato da un segmento della letteratura geologica). Infine, l'Ibleo Maltese parrebbe incompatibile con l'orientazione dello stress geodinamico orizzontale massimo nell'area, finora conosciuto

Versione finale

Coordinate di una possibile sorgente di terremoti distruttivi in terraferma nella Sicilia Sud-orientale

Utilità per la protezione civile

Informazioni utili per la ri-classificazione sismica del territorio nazionale per il requisito di "non collasso" relativo allo scenario di livello L2, corrispondente ad un terremoto "severo" e "poco probabile". Informazioni utili per la Protezione Civile della Regione Siciliana, ai fini della classificazione sismica del territorio regionale

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Prodotto 3

Sismogrammi sintetici, spettri di risposta e stime di scuotimento nell'area abitata di Catania per il terremoto del 1818

Descrizione

E' stato costruito uno scenario di scuotimento nel campo vicino della sorgente per l'area comunale di Catania. Il terremoto di riferimento è l'evento M=6.2 del 20 Febbraio 1818, il cui epicentro è stato localizzato a nord di Catania, a pochi chilometri dalla città. Questo terremoto è considerato di origine tettonica, ed è associato alla continuazione del sistema di faglie Ibleo-Maltese. Nonostante la magnitudo relativamente bassa, il terremoto "Catanese" deve essere incluso nelle stime dell'hazard sismico di Catania, per la sua vicinanza alla città. Il moto del suolo nel near-fault è calcolato con un metodo ibrido deterministico-stocastico (EXWIM) che simula la propagazione della rottura lungo una faglia finita. Il metodo risolve la propagazione del campo completo d'onde elastiche in un mezzo stratificato orizzontalmente (1D) anelastico. Per valutare uno scenario esaustivo, sono state considerate diverse distribuzioni di slip e valori di stress-drop medio. Inoltre, è stato fatto variare l'ipocentro in numerose posizioni della faglia. Per ogni ricevitore sono stati calcolati circa 1500 sismogrammi a tre componenti. L'area è stata campionata con una griglia fitta di ricevitori, per un totale di circa 400 ricevitori con spaziatura 300 m. Il modello strutturale rappresenta la struttura media della Sicilia orientale, ma ad ogni ricevitore è stata specificata la condizione di sito (VS,30) con l'introduzione di uno strato superficiale di 30 m di spessore. I risultati ottenuti sono consistenti con quelli precedentemente ottenuti con metodo semplificato da Pessina (2000), tuttavia il dataset mostra una elevata variabilità dei valori, e conferma l'importanza di vincolare adeguatamente i parametri di sorgente. Rispetto alle simulazioni effettuate per il terremoto del 1693 da Priolo (1999), le simulazioni di questo studio stimano valori di accelerazione più bassi per il valor medio (circa la metà), ma molto più elevati (vicino ad 1 g) se si considerano situazioni di stress drop relativamente elevato (Ds = 15 MPa) e l'effetto della direttività

Versione finale

Scenari di scuotimento e sismogrammi sintetici a Catania per il terremoto M=6.2 del 1818, con stime del moto del suolo nel near-field della sorgente e per specifiche condizioni di sito

Utilità per la protezione civile

Informazioni utili per la classificazione sismica del territorio nazionale per il requisito di "limitazione del danno strutturale" relativo allo scenario di livello L1, corrispondente ad un terremoto "probabile". Informazioni utili per la Protezione Civile della Regione Siciliana, ai fini della classificazione sismica del territorio regionale

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Prodotto 4

Banca dati sulle caratteristiche geologiche e geotecniche del terreno e sulla risposta sismica locale

Descrizione

Lo studio ha previsto la realizzazione di un sistema informativo territoriale (S.I.T.) relativo all'area urbana di Catania. Il SIT è stato realizzato in collaborazione con vari autori, dovendo considerare i diversi campi di applicazione previsti, come la caratterizzazione geologica, la caratterizzazione geotecnica e la risposta sismica locale. Il dataset comprende la topografia, la geologia, la morfologia e la caratterizzazione geotecnica dei terreni, ed è stato strutturato in modo da poter essere aggiornato e ricevere dati di ogni tipo. L'importanza del SIT dell'area urbana di Catania consiste nel rendere possibile l'interazione tra tutti i dati contenuti nel dataset con uno o più elementi considerati. Tutti i dati possono interagire con l'archivio grafico che può essere modificato secondo le esigenze dettate dalle finalità della Protezione Civile. La massima efficacia del prodotto è stata ottenuta attraverso l'uso di dati georeferenziati, mappe topografiche ad alta risoluzione ed analisi stereografica di ortofoto e fotoaeree

Versione finale

Verrà consegnato un CD-ROM che include un dataset comprendente la topografia, la geologia, la morfologia e la caratterizzazione geotecnica dei terreni, strutturato in modo da poter essere aggiornato e ricevere dati di ogni tipo. Le informazioni sono organizzate in diversi layers e possono essere ottenuti tramite interrogazione

Utilità per la protezione civile

In una regione ad alto rischio quale è l'area di Catania l'uso del S.I.T. consente di sviluppare un sistema di monitoraggio degli aspetti che interagiscono nello scenario di rischio rendendo possibile l'analisi, l'evoluzione e l'interrogazione del sistema informativo in tempo reale

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Prodotto 5

Mappa di microzonazione dell'amplificazione sismica locale del centro abitato di Catania

Descrizione

Per la valutazione della risposta sismica locale sono stati utilizzati gli accelerogrammi sintetici relativi al terremoto di scenario di livello L1, di media intensità (1818) e di livello L2 di forte intensità (1693). Sono stati altresì utilizzati accelerogrammi registrati durante il terremoto del 1990 (modesta intensità), opportunamente scalati in ampiezza e frequenza. La risposta sismica locale è stata fornita nel dominio del tempo in termini di accelerazione, velocità e spostamento e nel dominio della frequenza in termini di spettri di risposta. Sono stati impiegati un metodo bidimensionale di tipo lineare ed un metodo monodimensionale di tipo non-lineare. Le risposte sono state determinate per le successioni stratigrafiche desunte dai 910 sondaggi disponibili. Le caratteristiche geotecniche del terreno ed in particolare la velocità delle onde di taglio, sono state stimate sulla base dei risultati ottenuti in corrispondenza di 9 test sites, dove sono state effettuate prove in situ, incluse Down-Hole, Cross-Hole (sono programmate anche prove con il dilatometro sismico) e prove di laboratorio, incluse prove triassiali cicliche, prove di colonna risonante e prove di taglio torsionale ciclico. L'analisi della risposta in corrispondenza di numerosi sondaggi, georegerenziati nel SIT, ha consentito l'elaborazione di una mappa molto dettagliata di microzonazione dei movimenti del terreno

Versione finale

Mappe georeferenziate di microzonazione sismica, che includono la valutazione dettagliata degli effetti locali, in termini di PGA in scala 1:10.000, per i terremoti di scenario di livello L1 ed L2

Utilità per la protezione civile

La microzonazione della città di Catania, rappresentativa delle città mediterranee, costituisce un esempio metodologico per la realizzazione di microzonazione per altri centri abitati, che in prospettiva è da considerare un documento basilare per la mitigazione del rischio sismico, da allegare ai Piani Regolatori, in vista della iniziativa di renderla obbligatoria in un prossimo futuro

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Prodotto 6

Mappa della pericolosità sismica di frana nel centro abitato di Catania

Descrizione

Le frane rappresentano un primo elemento di vulnerabilità dell'ambiente fisico, e possono essere causate da terremoti di forte e media intensità. La pericolosità sismica del territorio è stata valutata sulla base della risposta sismica locale, tenendo conto della eventuale amplificazione morfologica. Per la stima della vulnerabilità del territorio da frana, sono state messi a punto modelli originali di valutazione della stabilità di pendii indefiniti e di tipo finito, tenendo conto dell'incremento di pressione interstiziale e del decadimento della resistenza del terreno, così come suggerito dall'Eurocodice (EC8). è stato altresì definito un modello pseudo-dinamico per l'analisi dell'accelerazione critica e dell'accumulo degli spostamenti permanenti nei pendii. I modelli innovativi in campo pseudo-statico ed in campo pseudo-dinamico sono stati applicati ai pendii potenzialmente instabili nel centro abitato di Catania

Versione finale

Mappa georeferenziata della microzonazione sismica della pericolosità di frana, che include la valutazione dettagliata degli effetti locali, in scala 1:10.000, per il terremoto severo di scenario di livello L2

Utilità per la protezione civile

La microzonazione della pericolosità sismica di frana nella città di Catania, costituisce un esempio metodologico per la realizzazione di microzonazione per altri centri abitati, che in prospettiva è da considerare un documento basilare per la individuazione delle aree di sviluppo e di espansione delle città, da allegare ai Piani Regolatori. Anche la mappa di microzonazione del rischio sismico di frana potrebbe essere resa obbligatoria in un prossimo futuro

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Prodotto 7

Mappa della pericolosità di liquefazione nel centro abitato di Catania

Descrizione

Il pericolo di liquefazione rappresenta un secondo elemento di vulnerabilità dell'ambiente fisico, e può essere causata da terremoti di forte intensità. La pericolosità di liquefazione è stata valutata sulla base delle procedure suggerite dal Manuale per la zonazione della pericolosità geotecnica sismica (Manual for Zonation on Seismic Geotechnical Hazard), edito dal Technical Committee n. 4 (di cui il Coordinatore fa parte), dell'International Society for Soil Mechanics and Geotechnical Engineering (ISSMGE). Inoltre è stato elaborato un modello originale per la valutazione dei fenomeni di "Lateral Spreading", che consente di calcolare l'accumulo di spostamenti di terreni in pendenza soggetti al pericolo di liquefazione.  Tale modello tiene conto dell'incremento di pressione interstiziale e del decadimento della resistenza del terreno, così come suggerito dall'Eurocodice (EC8). I modelli semplificati e quello innovativo in campo pseudo-dinamico sono stati applicati alle zone costiere potenzialmente liquefacibili del centro abitato di Catania

Versione finale

Mappa georeferenziata della microzonazione del pericolo di liquefazione, che include la valutazione dei fenomeni di lateral spreading, in scala 1:10.000, per il terremoto severo di scenario di livello L2

Utilità per la protezione civile

La microzonazione del pericolo di liquefazione nella città di Catania, costituisce un esempio metodologico per la realizzazione di microzonazione per altri centri abitati, che in prospettiva è da considerare un documento basilare per l'analisi del rischio sismico nelle città costiere, da allegare ai Piani Regolatori, in vista della iniziativa di renderla obbligatoria in un prossimo futuro

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Prodotto 8

Metodologie di stima della vulnerabilità di tipologie rappresentative di Chiese

Descrizione

I problemi fondamentali che stanno alla base di una corretta stima della vulnerabilità di sistemi strutturali a tipologia specialistica sono sostanzialmente due: la diagnostica strutturale e la modellazione. Per quanto riguarda la diagnostica strutturale sono state elaborate delle schede di vulnerabilità, basate su criteri di tipo quantitativo, adatte a definire la vulnerabilità di 1° e 2° livello delle chiese ad una o più navate. Essendo le chiese caratterizzate da pareti in muratura di rilevante snellezza, sprovviste tra l'altro di orizzontamenti, nell'elaborare le schede si è ritenuto importante fare pesare in maniera determinante i suddetti aspetti correlati alla particolare snellezza. Altri fattori che sono stati presi in considerazione riguardano gli stati di danneggiamento. Tenuto conto di tutto ciò, si è riusciti a specializzare le schede facendo riferimento a due soli indici di vulnerabilità: il primo legato alle caratteristiche tipologiche ed alla snellezza strutturale, definito indice di sicurezza; l'altro rappresentativo dello stato di danneggiamento, definito indice di danno. Queste schede sono state utilizzate per espletare un'indagine su un congruo numero di chiese del centro storico di Catania, pervenendo ad una classificazione tipologica in termini di vulnerabilità. La Chiesa di S. Nicolò l'Arena, pregevole monumento nel centro storico di Catania, è stata quella che ha presentato il più alto livello di vulnerabilità. Con riferimento a questo monumento, scelto come campione rappresentativo delle tipologie prese in esame, si è proceduto alla seconda fase di indagine consistente nella definizione di un appropriato modello di calcolo dinamicamente identificato. A tale scopo sono state utilizzate le moderne tecniche di identificazione strutturale, rilevando le caratteristiche dinamiche del monumento attraverso una prova vibrazionale in sito, di particolare interesse. L'analisi nel dominio del tempo e delle frequenze ha consentito di trarre utili informazioni nei confronti del comportamento sismico globale e con riguardo alla individuazione di macro elementi a rischio, costituiti dalla cupola con tamburo di rilevante snellezza, di cui la chiesa è dotata. Anche i modi di vibrare ottenuti hanno dato conferma della situazione di rischio riscontrata. Altra indagine, precedentemente espletata, ha consentito di metter in luce che altri macro elementi a rischio, ricorrenti nelle opere monumentali, sono costituiti da sistemi a volta in muratura. Con riferimento a questi due sistemi di pregevole interesse strutturale e meritevoli di studi più approfonditi, l'analisi è stata spinta in campo non-lineare tenendo anche conto dello stato di danneggiamento. I risultati hanno consentito di determinare il carico di collasso e definire gli interventi migliorativi di tipo conservativo, adatti a ridurre il livello di vulnerabilità. Sono in corso di programmazione delle prove dinamiche su prototipi attraverso l'uso di tavole vibranti del centro di Casaccia (Roma) dell' ENEA, finalizzate a verificare l'attendibilità delle metodologie di calcolo adottate e dei risultati ottenuti, cui si intende dedicare il terzo anno di attività del progetto

Versione finale

Le schede di vulnerabilità sono state elaborate allo scopo di potere valutare due diversi livelli di vulnerabilità: vulnerabilità di primo livello, di carattere globale, di agevole e spedita applicazione; vulnerabilità di secondo livello fornita dalla media tra quella di primo livello e la media pesata delle vulnerabilità locali relative ai vari macro elementi più significativi considerati. Tutto ciò per favorire lo svolgimento di indagini su aree estese dei centri storici i cui risultati, incrociati con la pericolosità del sito, consentiranno la definizione delle mappe di rischio. Le metodologie di calcolo riguardanti la modellazione e soprattutto l'analisi allo stato ultimo dei due sistemi strutturali, verranno specializzate al fine di individuare dei meccanismi di probabile collasso di facile interpretazione ed utile impiego. I risultati ottenuti sono già stati presentati al 12th ECEE tenutosi a Londra nel settembre 2002 ed all'ultimo convegno ANIDIS svoltosi a Genova nel gennaio 2004. Inoltre, i risultati più significativi saranno pubblicati su riviste ad indirizzo specialistico e, al completamento del terzo anno di attività, si auspica che il lavoro svolto possa essere interamente raccolto in una monografia dal titolo "Metodologie e tecniche di prevenzione sismica a tutela del patrimonio monumentale" della collana GNDT

Utilità per la protezione civile

Le schede di vulnerabilità, ed in particolare quelle di primo livello, si ritengono particolarmente utili per indagare su aree estese di centri storici, al fine di potere pervenire, in forma piuttosto spedita, alla definizione di una scala di priorità per gli interventi a carattere preventivo da attuare. Altrettanto utili le suddette schede possono risultare in fase di emergenza per esprimere giudizi preliminari riguardanti l'agibilità e gli interventi provvisionali di messa in sicurezza. La corretta interpretazione del comportamento sismico è necessaria per la scelta degli interventi di miglioramento sismico di tipo conservativo e reversibile, facendo anche ricorso all'impiego di materiali innovativi. Soltanto perseguendo una adeguata strategia di calcolo si riuscirà ad evitare interventi pesanti ed invasivi come quelli  adottati in passato che hanno stravolto l'interesse ed i valori architettonici di molte opere. Proprio per arginare queste gravi situazioni si ritiene inoltre che i risultati ottenuti possano tornare utili per la messa a punto di raccomandazioni e prescrizioni a carattere normativo, rivolti alla tutela del patrimonio monumentale, di cui l'Ordinanza n°3274/2003 della P.C.M. è priva. A riguardo si ha intenzione di intraprendere iniziative con gli Organi della Protezione Civile locali e nazionali e con gli Enti responsabili dei Beni Culturali al fine di potere istituire un gruppo di studio, costituito da esperti in materia, per la risoluzione del problema specifico, che si reputa di particolare importanza

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Prodotto 9

Metodologie di stima della vulnerabilità di tipologie rappresentative di edifici in c.a.

Descrizione

Sono state effettuate diverse analisi puntuali di vulnerabilità sismica con riferimento a edifici in c.a. le cui tipologie costruttive si possono ritenere rappresentative di un gran numero di edifici costruiti tra il 1960 e il 1980. Sono stati messe a punto delle nuove procedure per la valutazione di vulnerabilità sismica di edifici in c.a. anche in presenza di pareti di taglio. Tali metodologie sono state applicate su alcuni casi di studio

Versione finale

Relazione finale che descrive i risultati conseguiti evidenziando le differenze di comportamento nelle diverse tipologie costruttive esaminate. Le innovazioni metodologiche proposte per lo studio del comportamento a collasso delle tipologie costruttive esaminate sono state pensate e semplificate con il preciso obiettivo di potere essere utilizzate anche nella pratica professionale alla luce delle indicazioni espresse nell'ottica della ordinanza del P.C.M. n.3274 e/o di successive modifiche della normativa sismica attualmente vigente

Utilità per la protezione civile

I risultati ottenuti e in corso di valutazione saranno estremamente utili ai fini della valutazione della resistenza sismica di diverse tipologie di edifici in c.a.. Inoltre alcune delle procedure numeriche introdotte consentono valutazioni speditive di vulnerabilità sismica e pertanto risultano di estrema utilità in situazioni di emergenza pre e post sismica in quei casi in cui occorre esprimere non semplici giudizi di agibilità

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Prodotto 10

Valutazione del terremoto di progetto ai fini degli interventi migliorativi, secondo le indicazioni dell'Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003

Descrizione

Secondo quanto previsto dall'EC8 e dalla Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003, è stata operata una caratterizzazione geotecnica del sito al fine di pervenire ad una definizione delle classi di suolo e delle condizioni di stabilità del sito medesimo. La caratterizzazione geotecnica è stata operata sulla base delle indagini disponibili e di altre appositamente eseguite (test sites). La stabilità del sito è stata valutata sulla base dell'analisi del pericolo di frana (prodotto 6) e del pericolo di liquefazione (prodotto 7). L'analisi della risposta sismica locale ha consentito la microzonazione sismica del territorio (prodotto 5), nonché la definizione di spettri di risposta per ciascuna delle aree individuate nella microzonazione sismica. Valutazioni dettagliate sono state eseguite in corrispondenza di edifici di particolare importanza e di tutte le 108 chiese della città di Catania. In particolare una approfondita indagine geotecnica è stata eseguita per il sito dove è ubicata la chiesa di San Nicola alla Rena, danneggiata dal terremoto del 13 dicembre 1990. Sulla base dei risultati delle indagini è stata valutata la risposta sismica locale, nonché lo spettro di risposta elastico ed anelastici che è stato utilizzato per la modellazione dell'interazione terreno-struttura (prodotto 8), propedeutica agli interventi di miglioramento sismico della chiesa suddetta. Per quanto riguarda l'analisi del comportamento sismico delle fondazioni, si rimanda al prodotto 12; per quanto riguarda l'analisi del comportamento sismico delle opere di sostegno, oltre alle procedure previste dall'EC8 e dall'Ordinanza, è stato messo a punto un modello originale in campo pseudo-statico. è altresì in corso di elaborazione un modello pseudo-dinamico per l'analisi dell'accumulo degli spostamenti delle opere di sostegno sotto l'azione sismica

Versione finale

Mappa georeferenziata delle classi di suolo, secondo le prescrizioni dell'Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003, in scala 1:10.000; mappe della amplificazione sismica locale valutata sulla base dei coefficienti amplificativi forniti dall'ordinanza per le varie classi di suolo; spettri di risposta per ciascuna delle aree individuate nella microzonazione sismica

Utilità per la protezione civile

La mappa georeferenziata delle classi di suolo della città di Catania, costituisce un esempio metodologico per la realizzazione di microzonazione per altri centri abitati. Inoltre le indagini geotecniche effettuate nella città di Catania costituiscono un esempio del livello minimo di indagini richieste per gli studi di microzonazione e le analisi di stabilità del sito. Dal confronto tra le prescrizioni dell'Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003 con i risultati della microzonazione della città di Catania è possibile evidenziare alcune lacune dell'Ordinanza nel campo geotecnico ed i possibili miglioramenti da apportare all'ordinanza medesima, con particolare riferimento all'analisi di stabilità dei pendii, all'analisi della liquefazione ed all'analisi di stabilità delle opere di sostegno

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Prodotto 11

Sistema informatizzato per la raccolta dei dati per interventi migliorativi sugli edifici

Descrizione

Il sistema proposto integra i seguenti moduli: 1) banca dati finalizzata alla raccolta dati relativi ad edifici in c.a. 2) visualizzatore 3D implementato in ambiente Autocad 3) G.I.S. implementato in ambiente Autocad 4) solutore finalizzato alla valutazione della vulnerabilità sismica

Versione finale

Comprenderà i moduli 1,2,3. Successivi sviluppi saranno orientati alla implementazione del solutore

Utilità per la protezione civile

Consentirà la valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici attraverso diverse strategie, definibili in funzione della completezza dei dati acquisiti

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Prodotto 12

Tipologie di interventi migliorativi delle fondazioni per tipologie rappresentative per edifici in muratura ed in c.a.

Descrizione

L'analisi della capacità portante delle fondazioni è stata condotta secondo le prescrizioni dell'EC8 e dell'Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003. Inoltre è stato messo a punto un modello originale che, secondo quanto suggerito dall'EC8, tiene conto della inerzia del terreno immediatamente sottostante la fondazione. Sono fornite le espressioni analitiche che consentono di valutare l'effetto dell'inerzia del terreno, in modo semplice e facilmente applicabile da parte dei progettisti. Sono stati altresì impiegati i coefficienti parziali di riduzione delle resistenze previsti dall'EC7, totalmente ignorato dall'ordinanza). Sulla base dell'accurata valutazione della capacità portante in condizioni sismiche sono stati altresì proposti interventi migliorativi delle fondazioni per le tipologie rappresentative più ricorrenti di edifici  in muratura ed in c.a.. Alcune delle tipologie di interventi descritti, sono stati già realizzati, anche al di fuori del centro abitato di Catania, in edifici in muratura, in edifici in c.a. dotati di fondazioni superficiali e/o su pali ed in edifici monumentali (Cattedrale di Noto)

Versione finale

Sono stati pubblicati da parte del Coordinatore alcuni esempi di interventi in fondazione già realizzati in edifici ubicati al di fuori del centro storico di Catania. Proposte similari basate su una avanzata analisi della capacità portante del terreno sono state proposte per alcuni edifici in muratura ed in c.a. rappresentativi dell'edilizia del centro storico di Catania, desunti da una ricerca effettuata nell'Archivio Storico della città di Catania

Utilità per la protezione civile

La maggior parte dei dissesti che si verificano nelle costruzioni in campo statico, sono dovuti a cedimenti delle fondazioni. Poiché la maggior parte degli edifici del centro storico di Catania sono stati realizzati prima del 1981, data di classificazione di Catania in zona sismica di 2a categoria, tali edifici presentano carenze di capacità portante delle fondazioni nei confronti di un terremoti severo. Pertanto le prescrizioni di miglioramento strutturale previste dalla Ordinanza devono essere estese alle fondazioni. Le proposte avanzate rappresentano un contributo al miglioramento sismico degli edifici in aggiunta al contributo di tipo strutturale di cui ai prodotti 13 e 14

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Prodotto 13

Tipologie di interventi migliorativi per tipologie rappresentative per edifici in c.a.

Descrizione

A valle della definizione della tipologia prevalente, definita attraverso lo studio di progetti acquisiti presso alcuni Enti della Città di Catania, sono attualmente in fase di sviluppo progetti di adeguamento/miglioramento ognuno dei quali è caratterizzato da diverse tecniche di intervento: 1) interventi di tipo diffuso; 2) realizzazione di elementi irrigidenti quali pareti di c.a. e/o controventi di acciaio; 3) realizzazione di controventi dissipativi; 4) isolamento alla base. Un caso di studio di un edificio isolato alla base è stato studiato nel dettaglio. In particolare è stata valutata la resistenza sismica dell'edificio, fino al collasso, prima e dopo l'intervento di isolamento sismico e sono state messe a punto delle procedure semplificate per la stima accurata e speditiva della resistenza sismica di edifici adeguati mediante isolamento alla base. Ulteriori studi sono stati rivolti alla ricerca di nuovi dispositivi per il controllo passivo della risposta sismica degli edifici

Versione finale

I risultati ottenuti verranno raccolti in una relazione finale, oltre che pubblicati in libri e riviste specialistiche. Essi arricchiranno il database dei casi di studio già disponibili allo scopo di orientare il progettista sulla scelta dell'intervento di adeguamento sismico più appropriato in relazione alle esigenze dell'opera su cui occorre intervenire

Utilità per la protezione civile

Le indicazioni che verranno fuori dagli studi effettuati consentiranno di orientare le scelte da operare in merito agli interventi di adeguamento sismico soprattutto per gli edifici che rivestono un ruolo di primaria importanza ai fini di protezione civile e che pertanto devono rimanere operativi anche in condizioni di emergenza post-sismica. Per quanto riguarda gli edifici comuni di civile abitazione, l'individuazione della tipologia di intervento migliorativo da eseguire consentirà una accurata analisi costi-benefici, utile alla Protezione Civile per quantificare le risorse necessarie a mitigare il rischio sismico nella città di Catania

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Prodotto 14

Codice di pratica per interventi migliorativi di edifici in c.a.

Descrizione

Il Codice di pratica fornirà indicazioni metodologiche finalizzate all'acquisizione dati ed alla scelta della strategia di intervento

Versione finale

Comprende due volumi, il primo dei quali è di natura metodologica ed il secondo, di tipo applicativo, illustrerà esempi progettuali

Utilità per la protezione civile

Consentirà la divulgazione di metodologie finalizzate alla  progettazione degli interventi di adeguamento/miglioramento

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