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Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani

CPTI15

Release v1.5

A cura di
Andrea Rovida, Mario Locati, Romano Camassi, Barbara Lolli, Paolo Gasperini

Gestione e revisione dei dati macrosismici
Raffaele Azzaro, Filippo Bernardini, Romano Camassi, Salvatore D’Amico, Emanuela Ercolani, Mario Locati, Antonio Rossi, Andrea Rovida, Andrea Tertulliani

Determinazione e revisione dei parametri, gestione dei dati strumentali
Paolo Gasperini, Barbara Lolli, Carlo Meletti, Andrea Rovida

Gestione dei dati e determinazione dei parametri per i terremoti etnei
Raffaele Azzaro, Salvatore D’Amico

Con contributi di
Paola Albini, Viviana Castelli, Carlos H. Caracciolo,
Vera D’Amico, Silvia Pondrelli, Alessandro Rebez

Sito web a cura di
Mario Locati

CPTI15 è stato realizzato nell’ambito della linea di attività INGV T3
"Pericolosità sismica e contributi alla definizione del rischio"
e quale contributo alle attività dell’Allegato A dell’Accordo quadro INGV-DPC 2012-2021.

Luglio 2016


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Indice

Note informative

Termini di utilizzo dei dati

Citazione

Licenza

Limitazioni di responsabilità

Premessa

1. Introduzione

2. Struttura

2.1. Parametri di default

2.2 Parametri macrosismici

2.3 Parametri strumentali

3. Cosa cambia rispetto a CPTI11

Riferimenti bibliografici

Appendice 1 – Formato del file di CPTI15

Appendice 2 – Dataset macrosismici

Appendice 3 – Dataset strumentali

Appendice 4 – Terremoti di CPTI11 non in CPTI15


Note informative

Termini di utilizzo dei dati

CPTI15 è consultabile liberamente all’indirizzo http://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15. Entro il 2016 è prevista la realizzazione di “web service” per una consultazione e interrogazione dei dati “machine friendly”, cioè più agevole tramite strumenti diversi dal browser web.

CPTI15 è un prodotto scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la cui realizzazione ha richiesto anni di lavoro e raccoglie il frutto della ricerca di diversi autori di diversi enti.

CPTI15 può essere utilizzato per scopi educativi e scientifici che non hanno finalità di lucro e a condizione che la fonte sia sempre citata.

È espressamente vietata la ripubblicazione del sito web sotto altro nome o indirizzo, o usare i dati in esso contenuti per realizzare siti web per le medesime finalità.

Ogni utilizzo commerciale o che generi profitto è espressamente vietato se non esplicitamente autorizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Se volete utilizzare i dati con termini di utilizzo diversi da quelli permessi dalla licenza adottata, o se non siete sicuri che l'utilizzo che volete fare dei dati è permesso dalla licenza, si consiglia di contattare gli autori.

Citazione

L’utilizzo, anche parziale, del catalogo è consentito a condizione che la fonte sia sempre citata come segue

Rovida A., Locati M., Camassi R., Lolli B., Gasperini P. (eds), 2016. CPTI15, the 2015 version of the Parametric Catalogue of Italian Earthquakes. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. doi:http://doi.org/10.6092/INGV.IT-CPTI15

Licenza

CPTI15 viene rilasciato con una licenza
Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International
CC BY-NC-SA 4.0
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Limitazioni di responsabilità

CPTI15 fornisce dati sulla sismicità italiana utilizzando le migliori conoscenze scientifiche disponibili; tuttavia, in conseguenza della complessità dei fenomeni naturali in oggetto, nulla può essere imputato all'INGV circa l'eventuale incompletezza ed incertezza dei dati riportati nel catalogo e circa accadimenti futuri che possano essere dedotti dagli utenti sulla base di tali dati.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e gli autori non sono responsabili dell’utilizzo, anche parziale, dei dati contenuti in questo catalogo né si assumono alcuna responsabilità circa eventuali danni recati a terzi per conclusioni derivanti dalle informazioni contenute in esso.


Premessa

Trent’anni fa veniva completata la compilazione del "Catalogo dei Terremoti Italiani dall’anno 1000 al 1980" del Progetto Finalizzato Geodinamica, pubblicato nel 1985 da Daniele Postpischl (Postpischl, 1985a). Il Gruppo Catalogo dei Terremoti, autore di quel lavoro, si era posto l’obiettivo di “verificare le informazioni sui terremoti italiani contenuti nei diversi Cataloghi disponibili”, in particolare del catalogo ENEL (1977), e prepararne una nuova e più avanzata versione. A conclusione di quel lavoro, che ai componenti del Gruppo di Lavoro era apparso fin da subito del tutto preliminare a fronte delle ambizioni iniziali, quello che appariva chiaro era l’aver fatto riemergere un intero settore disciplinare pressoché dimenticato, quello della sismologia storica, e l’aver reso possibili, con la compilazione del catalogo e delle schede monografiche sui più forti terremoti italiani pubblicati nell’”Atlas of isoseimal maps of Italian earthquakes” (Postpischl, 1985b), “i primi concreti avanzamenti in un processo ancora lungo di ricerche, per giungere a prodotti definitivi”.
Che si potesse arrivare a prodotti definitivi è un’idea rapidamente superata, resa evidente dal lungo percorso che ha portato alla versione attuale del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, erede di quella stagione. Nel corso degli anni i margini di miglioramento delle conoscenze sui terremoti noti alla tradizione sismologica si sono rivelati – e lo sono tuttora – enormi e si sono aperte strade di ricerca del tutto nuove.
Questa versione del Catalogo, trent’anni dopo, è un ulteriore importante contributo al miglioramento delle conoscenze sui caratteri della sismicità del territorio nazionale, la definizione dei processi sismogenetici, l’identificazione e caratterizzazione delle strutture attive e al miglioramento delle stime di pericolosità.

La prima versione del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, risalente al luglio del 1999 (CPTI99; Gruppo di Lavoro CPTI, 1999), fu concepita come catalogo di consenso all’interno della comunità scientifica del settore per unificare e omogeneizzare, attraverso procedure di stima dei parametri uguali per tutti i terremoti, tutte le informazioni disponibili sui terremoti italiani fino ad allora prodotte da fonti diverse o riportate da cataloghi tra loro alternativi (NT4.1, Camassi e Stucchi, 1997; CFTI 1 e 2, Boschi et al., 1995;1997). Nel maggio 2004 fu rilasciata una seconda versione (CPTI04, Gruppo di Lavoro CPTI, 2004) utilizzata per la compilazione della Mappa di Pericolosità Sismica del territorio nazionale MPS04 (Gruppo di Lavoro MPS, 2004; Stucchi et al., 2011). Tale versione era di fatto nuova solo per la finestra temporale 1981-2002, mentre si rifaceva al precedente CPTI99 per la restante parte, ad eccezione della conversione della magnitudo Ms a Mw attraverso formule empiriche.
Successivamente, alcune versioni sperimentali e/o parziali sono state rilasciate per usi interni all’INGV o di progetti specifici.
La terza versione pubblica, denominata CPTI11 (Rovida et al., 2011), è stata rilasciata a dicembre 2011. Insieme ad un profondo aggiornamento dei dati di base sia macrosismici (raccolti nella versione DBMI11 del Database Macrosismico Italiano; Locati et al., 2011) sia strumentali, altre importanti innovazioni riguardavano la struttura, con la presenza contemporanea di parametri macrosismici e strumentali (oltre a una determinazione preferita), e l’inclusione di numerose repliche e foreshocks. Per contro, per motivi di tempo, erano stati considerati solo dati macrosismici pubblicati prima del 2007 senza aggiornare né le relazioni empiriche per l’omogeneizzazione delle magnitudo strumentali, né le procedure di calcolo dei parametri macrosismici, ad eccezione dell’utilizzo sperimentale del metodo di Bakun e Wentworth (1997) per alcuni terremoti con epicentro in mare.
Grazie anche agli sviluppi metodologici maturati nell’ambito di alcuni progetti europei e, soprattutto, al considerevole quantitativo di nuovi dati di intensità pubblicati in questi ultimi cinque anni, unitamente a stime aggiornate delle magnitudo strumentali, si è oggi realizzato, insieme alla nuova versione del database macrosismico associato DBMI, un profondo aggiornamento del catalogo, denominato CPTI15.


1. Introduzione

La nuova versione del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 rappresenta una significativa evoluzione rispetto alle versioni precedenti, che sono quindi da considerare del tutto superate. Anche se i criteri generali di compilazione e la struttura sono gli stessi della precedente versione CPTI11, il contenuto del catalogo è stato ampiamente rivisto per quanto concerne:

  • la copertura temporale, estesa dal 2006 a tutto il 2014
  • il database macrosismico di riferimento (DBMI15; Locati et al., 2016), significativamente aggiornato
  • i dati strumentali considerati, nuovi e/o aggiornati
  • le soglie di ingresso dei terremoti, abbassate a intensità massima 5 o magnitudo 4.0 (invece di 5-6 e 4.5 rispettivamente)
  • la determinazione dei parametri macrosismici, basata su una nuova calibrazione dell’algoritmo Boxer
  • le magnitudo strumentali, che comprendono un nuovo set di dati e nuove relazioni di conversione.

Il catalogo copre all’incirca la stessa area di CPTI11 (Figura 1), vale a dire l’intero territorio italiano con porzioni delle aree e dei mari confinanti, e contiene 4584 terremoti nella finestra temporale 1000-2014. Il catalogo, quindi, considera e armonizza il più possibile dati di base di diverso tipo e provenienza.
La magnitudo utilizzata è la magnitudo momento (Mw) e in tutti i casi è riportata la relativa incertezza. Tutti i dati e i metodi utilizzati sono accuratamente esplicitati nel catalogo per garantire la massima trasparenza possibile nelle procedure di compilazione. Al pari di CPTI11, il catalogo non è stato declusterato e contiene quindi tutti foreshocks e le repliche disponibili e conosciute all’interno delle soglie di magnitudo e intensità considerate.

Figura 1. Distribuzione geografica degli epicentri dei terremoti contenuti in CPTI15 per classi di Mw. La nuova copertura spaziale è rappresentata insieme a quella precedente (tratteggiata).

Il catalogo include i terremoti con intensità massima o epicentrale maggiore o uguale a 5, insieme a quelli con magnitudo strumentale equivalente (secondo i metodi e le conversioni descritte nel seguito) a Mw 4.0 o superiore. Alcuni terremoti con Mw < 4.0 sono inclusi nel catalogo per le seguenti ragioni:

  • per i terremoti dell’area vulcanica dell’Etna, a intensità epicentrale 5 corrisponde, secondo le conversioni utilizzate (si veda nel seguito), Mw = 2.6;
  • per i terremoti nell’area vulcanica dei Campi Flegrei, a intensità epicentrale 5 corrisponde, secondo le conversioni utilizzate, Mw = 3.1;
  • i terremoti contenuti in CPTI11 sono stati tutti, tranne alcuni di area etnea e gli eventi dimostrati falsi (vedi Appendice 4), mantenuti nella nuova versione del catalogo, anche se i nuovi dati o le nuove calibrazioni (o entrambi), hanno portato a stime di Mw < 4.0.

La Figura 2 mostra il contenuto del catalogo per classi di 0.5 unità di magnitudo.

Figura 2. Distribuzione dei valori di Mw in CPTI15.


2. Struttura

Il formato del file del catalogo è riportato in Appendice 1.
Come in CPTI11, il formato è organizzato in tre sezioni, oltre ai parametri generali (identificativi, tempo origine, area epicentrale o dei maggiori effetti):

  1. parametri di default
  2. parametri macrosismici
  3. parametri strumentali

Il campo “Sect” contiene un codice che identifica quattro diverse sezioni geografiche del catalogo che permettono di indentificare i terremoti delle aree vulcaniche dell’Etna e dei Campi Flegrei (dove sono adottate soglie energetiche e parametrizzazioni specifiche) e gli eventi profondi di subduzione (Tirreno Meridionale e Arco Calabro).
Il tempo origine deriva, in generale, dallo studio o dal catalogo indicato nel campo “MainRef”.
Rispetto a CPTI11 le aree epicentrali sono state riviste con criteri omogenei e il relativo campo è sempre compilato.

2.1. Parametri di default

I parametri di default includono il riferimento principale ai dati di base, che consiste nello studio macrosismico, nel catalogo strumentale o nel catalogo parametrico da cui è stata ricavata la localizzazione.

2.1.1 Localizzazione di default

La localizzazione è esplicitata nel campo “TLDef”: è macrosismica (codice “MM”) o strumentale (“II”) a seconda della disponibilità dei dati, oppure è scelta tra le due possibili alternative (“MI” indica la scelta della localizzazione macrosismica, “IM” quella strumentale). In quest’ultimo caso si è generalmente scelta la localizzazione macrosismica per i terremoti fino al 1984 e quella strumentale per quelli successivi. Numerose eccezioni riguardano ad esempio i terremoti localizzati in mare o in prossimità della costa, per i quali si è in generale preferita la localizzazione strumentale, o viceversa si è preferita la localizzazione macrosismica dove la copertura della rete sismica era in passato scarsa. Le scelte sono comunque state effettuate valutando il più possibile l’affidabilità dei dati di base. Per i terremoti localizzati in territorio estero si è generalmente preferita la localizzazione proposta dal corrispondente catalogo nazionale (marcata con “PC” nel campo “TLdef”), ad eccezione dei terremoti francesi per cui sono stati processati i dati di intensità del database SisFrance (BRGM-EDF-IRSN/SisFrance, 2014).
Per 84 terremoti i dati di intensità disponibili in DBMI15 sono stati giudicati non sufficientemente affidabili da essere parametrizzati (ad es. nel caso di repliche), mentre 26 ulteriori record corrispondono a terremoti ben attestati negli studi di riferimento senza tuttavia che siano disponibili dati di intensità e/o parametri strumentali.

Figura 3. Tipi di localizzazione di default in CPTI15. MI = macrosismica (alternativa a strumentale); IM = strumentale (alternativa a macrosismica); II = strumentale (unica disponibile); MM = macrosismica (unica disponibile); PC = da catalogo parametrico; NP = non determinata.

La profondità, nel campo “DepDef”, è presente esclusivamente se l’epicentro selezionato è di origine strumentale e se disponibile nel catalogo di origine.

2.1.2. Intensità epicentrale di default

L’intensità epicentrale è presente per 3424 terremoti per i quali sono stati parametrizzati i dati macrosismici disponibili (2922 record) attraverso il metodo Boxer (si veda il Paragrafo 2), oppure, in mancanza di dati macrosismici è derivata dal catalogo parametrico di riferimento, se fornisce tale stima (421 record). Per 81 record dell’area etnea, la stima dell’intensità epicentrale è derivata dallo studio che fornisce i dati macrosismici, anziché essere calcolata da Boxer.

2.1.3. Magnitudo di default

La magnitudo di default deriva, a seconda della disponibilità, da dati macrosismici o strumentali secondo le procedure descritte nei paragrafi seguenti. Se per uno stesso terremoto sono presenti sia una stima macrosismica sia una stima strumentale, a meno che quest’ultima non sia una magnitudo momento originale, la magnitudo di default è ottenuta come media dei due valori pesata con l’inverso del quadrato delle rispettive incertezze e l’incertezza è calcolata come la radice quadrata dell’inverso della somma dei pesi.
Per i record derivati dai cataloghi parametrici esteri, la magnitudo è ottenuta dalla conversione tramite la relazione empirica descritta nel seguito (Equazione 2), ad eccezione del catalogo svizzero ECOS-09 (Fäh et al., 2011), dal quale sono stati adottati i valori di Mw e le rispettive incertezze. Per 45 terremoti, nonostante sia riportato un epicentro strumentale o da catalogo, non è stato possibile recuperare stime di magnitudo di alcun tipo.
Figura 4 mostra il contributo di ogni tipo di magnitudo.

Figura 4. Tipi di magnitudo di default in CPTI15 (InsO = strumentale, Mw "osservata"; InsC = strumentale, Mw proxy; Mdm = macrosismica, da dati di intensità; MIo = macrosismica, da intensità epicentrale; Mpc = da catalogo parametrico; Wmim = media tra macrosismica e strumentale; NP = non parametrizzato).

2.2 Parametri macrosismici

I dati macrosismici a supporto di CPTI15 costituiscono il Database Macrosismico Italiano versione 2015 (DBMI15, Locati et al., 2016), che contiene 122701 dati di intensità per 3212 terremoti. I dati derivano da 185 tra studi, database, rapporti e bollettini pubblicati fino al 2016 ed elencati in Appendice 2. Il numero di terremoti supportati da dati di intensità è quasi raddoppiato rispetto alla precedente versione (da 1681 a 3212, pari rispettivamente al 53% e al 70% dei terremoti in catalogo).
Per ciascun terremoto, lo studio macrosismico di riferimento è stato accuratamente selezionato tra tutti quelli disponibili secondo quanto descritto in Locati et al. (2016), e sono stati archiviati, organizzati e resi accessibili – quando possibile – tramite il portale dell’Archivio Storico Macrosismico Italiano (ASMI). I dati selezionati generalmente derivano da studi più recenti rispetto a quelli considerati da DBMI11 e CPTI11 e includono 54 nuovi lavori pubblicati tra il 2008 e il 2016 che forniscono dati per 1243 terremoti, dei quali 325 non erano contenuti in CPTI11, 772 non erano supportati da dati di intensità e 146 hanno uno studio aggiornato.

2.2.1. Localizzazione macrosismica

I parametri dei terremoti con dati macrosismici sono stati per la gran parte determinati con il metodo Boxer (Gasperini et al., 1999; 2010).
L’epicentro macrosismico è determinato per 3005 terremoti. Tra i metodi di localizzazione possibili nella versione 4.0 del codice è stato scelto il “metodo 0” (Gasperini et al., 2010), che calcola l’epicentro come il baricentro dei punti con la massima intensità. Tale scelta è motivata dalla verificata stabilità di tale metodo anche in presenza di distribuzioni di dati macrosismici non ottimali.
Per 63 terremoti con epicentro verosimilmente in mare o vicino alla costa è stata preferita la localizzazione attraverso il “metodo 4”. Tale metodo stima la localizzazione dell’epicentro in termini di latitudine, longitudine, profondità e intensità attesa secondo la relazione di Pasolini et al. (2008), minimizzando la somma dei quadrati dei residui (per i dettagli si veda Gasperini et al., 2010). Per 34 di questi 63 terremoti, la localizzazione macrosismica è quella preferita.
L’incertezza relativa alle coordinate epicentrali calcolata da Boxer, sia con il “metodo 0” sia con il “metodo 4” in casi con un numero sufficientemente elevato di dati di intensità, è riportata per 2029 terremoti.
In 33 casi in cui la localizzazione di Boxer appariva poco o per nulla coerente con la distribuzione delle intensità, si è modificato “manualmente” l’epicentro, facendolo in genere coincidere con il punto di massima intensità oppure non considerando uno o più punti di intensità elevata (presumibilmente anomali).
Per 79 terremoti dell’area etnea, anche in presenza di dati di intensità, si è preferito adottare la localizzazione proposta dallo studio macrosismico di riferimento, basata sugli effetti di fagliazione cosismica superficiale (per i dettagli si veda Azzaro et al., 2000).
Oltre agli 86 terremoti con dati di intensità non sufficientemente affidabili da essere parametrizzati, per altri 96 terremoti con dati di intensità, comunque considerati in DBMI15, i parametri macrosismici non vengono forniti perché in evidente contrasto con le determinazioni strumentali disponibili giudicate affidabili.

2.2.2. Magnitudo macrosismica

La maggior parte (90%) delle 3004 magnitudo macrosismiche calcolate sono state determinate con Boxer, 1614 con il metodo delle isosisme e la nuova calibrazione descritta nel seguito e 1096, relative a distribuzioni di intensità povere, con la nuova relazione di conversione da Io a Mw (Equazione 2).
I dati macrosismici con intensità espresse da valori letterali ("HF", "SD", "D", "HD") sono stati trattati nel calcolo dei parametri secondo le convenzioni adottate da DBMI15 descritte in Locati et al. (2016), ad eccezione del ”felt” (“F”) che, visto il grande numero, è stato calibrato come classe di intensità a parte (si veda il paragrafo 2.2.3).
Nei 20 casi in cui la magnitudo deriva da un’intensità epicentrale espressa da un valore letterale, sono stati utilizzati valori numerici arrotondati al mezzo grado più vicino: F = 4.0, HF = 5.0, SD = 5.5, D = 6.5, HD = 7.5.
L’incertezza sulla magnitudo macrosismica calcolata da Boxer è stata sempre riportata in catalogo, con valore comunque non inferiore a 0.10.
L’errore associato alle magnitudo derivate dall’intensità epicentrale mediante Equazione (2) è stato assunto pari a 0.46, corrispondente alla deviazione standard della distribuzione dei singoli eventi nel dataset di calibrazione.
Per i terremoti dell’area vulcanica dell’Etna la magnitudo macrosismica è stata determinata con la relazione di conversione da Io a ML di Azzaro et al. (2011), valida per i terremoti dell’area. La stessa relazione è stata applicata anche ai terremoti dell’area vulcanica dei Campi Flegrei per cui non è disponibile una relazione specifica. I valori di ML così ottenuti sono stati successivamente convertiti a Mw con le relazioni di Tuvè et al. (2015) e Petrosino et al. (2008) valide rispettivamente per le aree vulcaniche dell’Etna e dei Campi Flegrei. I terremoti appartenenti a tali aree (Figura 5) sono marcati nella colonna “Sect” del file del catalogo (Appendice 1).

Figura 5. Aree vulcaniche dell’Etna (sinistra) e dei Campi Flegrei (destra) come definite per gli scopi di CPTI e relativa sismicità.

2.2.3. Calibrazione di Boxer

Per il calcolo della magnitudo da dati macrosismici, la calibrazione di Boxer è stata aggiornata rispetto a quella usata per CPTI11 (la stessa usata per la porzione 1980-2002 di CPTI04). Tale calibrazione è stata ottenuta con un dataset di 354 terremoti, selezionati tra quelli con dati macrosismici (per un totale di 30138 dati con intensità tra 2 e 11 MCS) e stime di magnitudo strumentali con magnitudo momento o proxy tra 2.8 e 7.1 (Figura 6). I terremoti con profondità ipocentrale maggiore di 30 km e quelli con meno di 10 dati di intensità sono stati esclusi dalla calibrazione, così come alcuni eventi con distribuzioni parziali o incomplete dei dati di intensità (ad esempio i terremoti di confine o quelli in mare).

Figura 6. Distribuzione, per classi, delle magnitudo e delle intensità del dataset impiegato per la calibrazione di Boxer.

Le magnitudo strumentali utilizzate per la calibrazione sono state determinate come descritto al paragrafo seguente, e comprendono sia valori determinati da soluzioni del tensore momento sia da valori convertiti, al fine di garantire un range di magnitudo (e intensità) e una copertura temporale più ampi possibile. La calibrazione è stata effettuata per 16 classi di intensità (comprese tra il grado 2 e il 9) distinguendo i valori incerti tra due gradi e il “felt” come classi autonome della formula di Sibol et al. (1987) che viene applicata da Boxer:

Mi = ai + bi log2 (Ai) + ci Io2     (1)

dove M è la magnitudo, Ai è l’area della i-esima isosisma, Io è l’intensità epicentrale e ai,bi, ci sono i coefficienti riportati in Tabella 1.

Intensity a b c std Reg df
2 3.12202 0.04414 0.02241 0.2611 10.4 82
2-3 3.01875 0.04769 0.02309 0.1805 10.7 43
3 2.94284 0.05239 0.02345 0.2482 17.9 211
3-4 2.89718 0.05662 0.02400 0.2194 16.4 139
F (3.9) 3.60901 0.02733 0.02374 0.2017 14.0 22
4 3.20351 0.05107 0.02218 0.2413 23.0 224
4-5 3.16818 0.04417 0.02667 0.2390 20.1 134
5 3.69208 0.02425 0.02462 0.2433 27.1 118
5-6 3.97257 0.01983 0.02254 0.2337 21.4 48
6 3.83759 0.03590 0.02196 0.2244 33.8 50
6-7 3.96044 0.03437 0.02104 0.2112 29.5 32
7 4.00027 0.06045 0.01794 0.1942 49.3 27
7-8 4.29349 0.03671 0.01825 0.1265 30.7 15
8 4.45795 0.05282 0.01579 0.1410 41.9 14
8-9 4.70681 0.04980 0.01462 0.0619 29.0 4
9 5.60472 0.14657 - 0.1350 23.1 5

Tabella 1 Coefficienti risultanti dalla calibrazione di Boxer.

Dallo stesso dataset di calibrazione è stata ottenuta una nuova relazione empirica tra l’intensità epicentrale Io e Mw:

Mw = (0.4667 ± 0.0191) * Io + (1.8267 ± 0.1571)     (2)
std = 0.11; R2 = 0.99

La relazione (2) è stata applicata anche alle intensità epicentrali provenienti da cataloghi parametrici, come ad esempio quelli delle nazioni confinanti, che sono state utilizzate in mancanza di dati di intensità.
Il dataset di calibrazione è stato utilizzato anche per ricalcolare i coefficienti a e b, e la profondità di riferimento h della relazione di Pasolini et al. (2008), su cui si basa il metodo di localizzazione “4” di Boxer:

a = 0.00289 ± 0.00021
b = 1.24802 ± 0.01918
h = 7.44523 ± 0.27574

2.3 Parametri strumentali

2.3.1. Localizzazione strumentale

I 26 cataloghi, banche dati e studi riportati in Appendice 3A forniscono localizzazioni strumentali per 1725 terremoti nella finestra temporale 1904-2014.
Quando per uno stesso terremoto sono disponibili più determinazioni strumentali, la selezione è stata in generale operata secondo il seguente criterio temporale:

  • Bollettino ISC (International Seismological Centre) dal 1963 al 1980
  • CSTI1.1 (Catalogo strumentale dei Terremoti italiani; Gruppo di Lavoro CSTI, 2005) dal 1981 al 1996
  • CSI1.1 (Catalogo della Sismicità Italiana; Castello et al., 2006) dal 1982 al 2002
  • Bollettino INGV dal 2003 al 2012
  • ISIDe (Italian Seismological Instrumental and parametric database) dal 2012 al 2014

Le eccezioni al criterio illustrato sono tuttavia molteplici. Ad esempio le localizzazioni ISC sono state ritenute più affidabili di altre, e quindi selezionate, anche per il periodo 1981-2012 (termine del bollettino), sia per gli eventi profondi del Tirreno meridionale, sia per numerosi eventi fuori rete (ad esempio in Adriatico centrale, Mar Ionio, Stretto di Sicilia, Tirreno occidentale). Analogamente i dati di cataloghi e bollettini locali, quali ad esempio il bollettino OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale) per il Friuli Venezia Giulia o vari cataloghi strumentali dell’area etnea (Patané et al., 2004; Distefano e Di Grazia, 2005; Barberi et al., 2015) sono stati preferiti per le rispettive aree nelle finestre temporali in cui sono disponibili, così come i cataloghi strumentali di Francia (SI-Hex; Cara et al., 2015) e Slovenia (Zivcic, 2009, per i terremoti a partire dal 1973).

2.3.12. Magnitudo momento da momento tensore

Seguendo i criteri esposti in Gasperini et al. (2012), tutte le stime di magnitudo momento disponibili, provenienti da cataloghi di tensori momento, sono state considerate (Tabella 2), per un totale di 740 stime di Mw per terremoti compresi tra il 1976 e il 2014.

Catalogo Validità N. dati
Italian CMT (The Italian CMT dataset from 1977 to the present; Pondrelli et al., 2001; 2006) 1976-2014 405
INGV TDMT (INGV Catalogo Time Domain Moment Tensor) 2004-2014 166
SED-MT (SED-ETHZ Reviewed Regional Moment Tensor Catalog) 1999-2005 105
Global CMT (Global Centroid Moment Tensor Project) 1976-2012 48
NEIC (National Earthquake Information Center. Moment tensor solutions) 1980-2009 16
Totali 1976-2014 740

Tabella 2. Cataloghi di tensori momento considerati per i valori di magnitudo momento con la copertura temporale considerata e il numero di dati considerati in CPTI15.

Quando cataloghi differenti riportano più stime di Mw per uno stesso terremoto, i relativi valori di Mw sono stati combinati e omogenizzati seguendo i criteri di Gasperini et al. (2012). In questo modo stime di Mw da tensori momento, con valori compresi tra 3.9 e 6.8, risultano disponibili per 494 terremoti, pari al 11% dell’intero catalogo (si veda anche Fig. 4). Anche l’errore associato a tali stime è stato determinato secondo Gasperini et al. (2012). L’elenco completo dei cataloghi che forniscono stime di magnitudo è riportato in Appendice 3B.

2.3.3. Magnitudo momento “proxy”

In assenza di stime di magnitudo momento da tensore momento, sono state utilizzate magnitudo strumentali di diverso tipo e origine successivamente convertite a Mw, per un totale di 1400 valori.
Per quanto riguarda la sezione principale del catalogo, per la finestra temporale dal 1981 al 2014 sono stati principalmente considerati i cataloghi CSTI1.1 (Gruppo di lavoro CSTI, 2005) e CSI1.1 (Castello et al., 2006), il Bollettino Sismico e il database ISIDE dell’INGV, che forniscono diversi tipi di magnitudo locale. Questi valori sono stati selezionati, convertiti a Mw e combinati secondo quanto descritto in Gasperini et al. (2013).
Per la finestra temporale compresa tra il 1963 e il 1980 sono state principalmente selezionate stime di Ms e mb dal bollettino dell’ISC, integrate con stime del catalogo di Margottini et al. (1993). I valori di Ms e mb sono stati trattati e convertiti a Mw secondo Lolli et al. (2014; 2015). I valori di Mw convertiti da mb e Ms dell’ISC sono stati utilizzati anche nella finestra temporale 1981-2012, combinati tramite media pesata con l’inverso del quadrato delle incertezze con altri valori ottenuti da stime di ML, oppure sono stati preferiti a queste ultime per i terremoti profondi (in particolare nel Tirreno meridionale) o al di fuori della copertura della rete nazionale. Altre eccezioni ai criteri sopra descritti sono state introdotte in casi di mancanza di uno (o più) dataset nella rispettiva finestra temporale, o in casi in cui si è verificata la scarsa affidabilità del dato.
Per la finestra temporale 1972-1980 sono stati anche considerati valori di ML Wood-Anderson (WA) di Roma Monte Porzio, ricavate dal Bollettino ING, e di Trieste, pubblicate da Sandron et al. (2015). Le prime sono state convertite a Mw sommando un offset fisso di 0.22 unità di magnitudo (Lolli et al., 2016), mentre per quelle di Trieste è stata adottata la conversione proposta da Sandron et al. (2015). Se disponibili entrambe, le magnitudo proxy da WA sono state combinate con quelle da ISC.
In mancanza di altri dati, sono stati anche utilizzati alcuni valori di ML dedotti dal catalogo PFG (Postpischl, 1985a) per le quali si è osservata una sostanziale coincidenza con Mw (come ottenuta da ISC; Lolli et al., 2016). Alcune stime di mb e Ms da Margottini et al. (1993) sono state utilizzate anche per eventi prima del 1963. La Tabella 3 riassume i dataset utilizzati, la loro validità temporale di massima, il tipo di magnitudo fornito e la rispettiva conversione a Mw.

Catalogo Validità N. dati Tipo M Conversione a Mw
CSTI1.1 1981-1996 330 Md, Ma, ML Gasperini et al., 2013
CSI1.1 1997-2002 165 ML, Md Gasperini et al., 2013
BSINGV 2003-2005 20 Md, ML Gasperini et al., 2013
ISIDE 2005-2014 55 ML, Md Gasperini et al., 2013
ISC 1964-1980 215 mb, Ms Lolli et al., 2014; 2015
MARAL993 1903-1975 296 mb, Ms Lolli et al., 2014; 2015
BSING 1972-1980 91 ML WA Mw = WA + 0.22
POST985 1962-1978 8 ML Mw = ML + 0.07
SANAL015 1977-1978 4 ML WA Sandron et al., 2015

Tabella 3. Dataset che forniscono magnitudo strumentali a CPTI15, con la finestra temporale e il numero di dati considerati. E’ indicato anche il metodo di conversione a Mw.

In conclusione, lo schema generale di priorità per la scelta delle magnitudo strumentali è riportato in Tabella 4.

Priorità Tipo M Periodo Note
1 Mw da tensori momento 1976-2014 sempre selezionata se esiste, anche come MwDef
2 Proxy ML 1981-2014 si combina con 3
3 Proxy mb, Ms (ISC) 1963-2012 si combina con 2 o con 4
4 Proxy WA 1972-1980 si combina con 3
5 Proxy mb, Ms (Margottini et al. 1993) 1903-1975 solo in mancanza di altri dati
6 Proxy ML PFG 1962-1978 solo in mancanza di altri dati

Tabella 4. Schema delle priorità seguite nella scelta della magnitudo strumentale. Con l’eccezione delle Mw da tensori momento (priorità 1), le altre stime sono combinate anche con quelle macrosismiche nella determinazione della MwDef.

In aggiunta, sono state considerate le magnitudo momento calcolate da Bernardi et al. (2005) per 12 terremoti con epicentro in Svizzera e da Pino et al. (2000) per il terremoto del 28 dicembre 1908 (Stretto di Messina).
Per quanto riguarda i terremoti etnei, la scelta delle magnitudo strumentali, a meno di stime di Mw da tensore momento come sopra, sono ricadute su cataloghi locali, dove disponibili, e relazioni ad-hoc, così come riassunto in Tabella 5.

Catalogo Validità N. dati Tipo M Conversione a Mw
Distefano e Di Grazia, 2005 1980-1997 33 Md, ML Tuvè et al. 2015 (Md-ML); Saraò et al., 2015 (ML-Mw)
Patané et al., 2004 1988-1998 14 Md, ML Tuvè et al. 2015 (Md-ML); Saraò et al., 2015 (ML-Mw)
INGV Catania 1999-2014 98 Md, ML Tuvè et al. 2015 (Md-ML); Saraò et al., 2015 (ML-Mw)
INGV Mediterranean Very Broadband Seismographic Network 1999-2002 7 ML Saraò et al., 2015

Tabella 5. Dataset che forniscono magnitudo strumentali per i terremoti dell’area etnea, con la finestra temporale e il numero di dati considerati. E’ indicato anche il metodo di conversione a Mw.


3. Cosa cambia rispetto a CPTI11

Come detto, la nuova versione CPTI15 costituisce un’evoluzione significativa rispetto alla precedente sia per quanto riguarda l’insieme dei dati di base, macrosismici e strumentali, sia per quanto riguarda la determinazione dei parametri.
La copertura temporale del catalogo è stata estesa dal 2006 alla fine 2014, comportando l’inserimento di 275 terremoti, 35 dei quali supportati anche da dati di intensità provenienti da rilievi macrosismici diretti.
Nella finestra temporale comune (1000-2006) CPTI11 e CPTI15 contengono rispettivamente 3182 e 4298 terremoti.
CPTI11 conteneva 50 terremoti, elencati in Appendice 4, che non sono più in CPTI15 perché ritenuti falsi (32) o comunque non adeguatamente supportati da dati di base (8), oppure per errori nell’originale o nella compilazione di CPTI11. A questi si aggiungono 3 terremoti di area etnea con intensità < 5 che i curatori della relativa sezione non hanno ritenuto di includere in catalogo.
CPTI15 risulta quindi contenere 1192 terremoti in più rispetto a CPTI11. Gran parte di questa differenza è sicuramente dovuta all’abbassamento delle soglie energetiche a intensità 5 e Mw 4.0, che ha causato l’ingresso di 757 terremoti non presenti in CPTI11. I restanti 435 terremoti hanno invece intensità e/o magnitudo più elevata e derivano essenzialmente da nuovi studi macrosismici (principalmente Camassi et al., 2011; Molin et al., 2008, Castelli et al., 2016; Azzaro e Castelli, 2015; Guidoboni e Ciuccarelli, 2011) e cataloghi parametrici (Zivcic, 2009; Fäh et al., 2011). Inoltre sono stati aggiunti 50 terremoti profondi del Tirreno meridionale che non erano considerati in CPTI11.
Per i 3129 terremoti comuni ai due cataloghi, si osservano differenze sia per quanto riguarda la localizzazione sia per quanto riguarda la magnitudo.
Le differenze di localizzazione (Figura 7) sono dovute principalmente all’aggiornamento dei dati macrosismici di input, dato che le localizzazioni macrosismiche sono state calcolate con lo stesso metodo di CPTI11. Fanno eccezione i 21 epicentri macrosismici di CPTI11 calcolati con il metodo di Bakun e Wentworth (1997), e che in CPTI15 hanno una determinazione strumentale (4 casi), una determinazione Boxer “metodo 0” (6) o “metodo 4” (11). Altre variazioni significative sono dovute all’introduzione di nuove determinazioni strumentali e, in misura minore, alla preferenza di queste ultime invece di localizzazioni macrosismiche.

Figura 7. Principali differenze di localizzazione (≥ 30 km) dei terremoti di CPTI15 (quadrati colorati) rispetto a quelli di CPTI11 (pallini neri).

Le differenze nei valori di magnitudo possono invece essere dovute, oltre che alle variazioni nei dati macrosismici e strumentali, anche alla diversa parametrizzazione dei primi e alle diverse conversioni per le seconde, oppure anche a una diversa combinazione delle diverse stime.
La Figura 8 mostra le variazioni di magnitudo tra CPTI15 e CPTI11 differenziate secondo il tipo in CPTI15 (magnitudo media, da dati macrosismici, da intensità epicentrale e da catalogo parametrico a sinistra; strumentale osservata e calcolata a destra).
In generale si osserva un abbassamento del valore di Mw, soprattutto per i terremoti di bassa energia. Per quanto riguarda le magnitudo macrosismiche, una delle caratteristiche più evidenti è l’effetto della sostituzione di moltissime stime (circa 882) derivate dalla conversione lineare Io-Mw e quindi raggruppate attorno a determinati valori, con nuove stime ottenute dal processamento di dati puntuali di intensità risultanti in distribuzioni più ampie di valori di magnitudo. Le stime macrosismiche comprendono anche le variazioni maggiori rispetto a CPTI11 a magnitudo elevata. Queste sono dovute alla sostituzione di alcune soluzioni del metodo Bakun e Wentworth (1997) per forti terremoti in mare con le soluzioni Boxer, comunque più omogenee rispetto a tutto il catalogo, oppure a variazioni, anche significative, nelle distribuzioni di intensità proposte dai nuovi studi. Variazioni importanti, sempre verso il basso, derivano anche dall’adozione del nuovo catalogo svizzero ECOS-09 (Fäh et al., 2011) aggiornato rispetto alla versione considerata in CPTI11. Per quanto riguarda i valori strumentali si nota una sostanziale equivalenza nei due cataloghi sopra magnitudo 5.5, probabilmente dovuta al fatto che in questo intervallo di magnitudo non ci sono state variazioni nel tipo di magnitudo utilizzato. Variazioni più significative si notano per le magnitudo più basse, soprattutto per quanto riguarda le Mw convertite, probabilmente come effetto dei nuovi criteri di conversione e omogeneizzazione adottati. Le differenze a bassa magnitudo per le Mw da tensore momento sono invece dovuto all’inserimento ex-novo di tali valori nella nuova versione del catalogo.

Figura 8. Confronto tra magnitudo di CPTI15 e CPTI11. Le magnitudo sono differenziate secondo il tipo in CPTI15. Sinistra: Wmim = media tra macrosismica e strumentale; Mdm = macrosismica, da dati di intensità; MIo = macrosismica, da intensità epicentrale; Mpc = da catalogo parametrico. Destra: InsO = strumentale, Mw "osservata"; InsC = strumentale, Mw proxy.

La Figura 9 mostra invece la distribuzione delle magnitudo di CPTI15 e CPTI11 in classi di 0.25 unità di magnitudo. Le variazioni importanti nelle magnitudo più basse evidenti in Figura 8, si traducono in una distribuzione molto più regolare dei valori di CPTI15 nelle classi da 4.50 a 5.25.

Figura 9. Confronto tra le distribuzioni dei valori di CPTI15 e CPTI11 in classi di magnitudo di 0.25 unità di magnitudo (centrate sul valore rappresentato).


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Appendice 1 – Formato del file di CPTI15

Field Description
N Record number (in chronological order)
Sect Catalogue section, related to a specific seismological context
MA = main
NV = Phlegraean volcanic area
EV = Etna volcanic area
CA = Calabrian arc (subduction)
Year Origin time: year
Mo Origin time: month
Da Origin time: day
Ho Origin time: hour
Mi Origin time: minutes
Se Origin time: seconds
EpicentralArea Epicentral area or area of the largest macr oseismic effects
MainRef Main bibliographical reference:
- equal to RefM when TLdef = MM, MI, ND
- equal to RefIns when TLdef = II o IM
- code of the reference parametric catalogue when TLDef = PC
TLDef Type of default location:
- MI = macroseismic (alternative to instrumental)
- IM = instrumental (alternative to macroseismic)
- II = instrumental (only choice)
- MM = macroseismic (only choice)
- PC = from parametric catalogue
- NP = location not defined
LatDef Default epicentral latitude (WGS84)
LonDef Default epicentral longitude (WGS84)
DepDef Default depth in km (instrumental; only when TLDef = II or IM)
IoDef Default epicentral intensity
TIoDef Source of the default epicentral intensity:
- bx = from macroseismic data, determined using Boxer
- pc = from parametric catalogue
- dm = from macroseismic data according to the referenced study (RefM)
MwDef Default moment magnitude
ErMwDef Error associated to the default moment magnitude
TMwDef Default moment magnitude determination code:
- InsO = instrumental, recorded
- InsC = instrumental, converted from other magnitude scales
- Mdm = macroseismic, from intensity data
- MIo = macroseismic, converted from epicentral intensity
- Mpc = from the source parametric catalogue
- Wmim = mean of MwIns and MwM, weighted with the inverse of the related variances
RefM Reference code of the macroseismic dataset
MdpN Number of macroseismic data
Imax Maximum intensity
LatM Epicentral latitude: macroseismic determination (WGS84)
LonM Epicentral longitude: macroseismic determination (WGS84)
ErrLatM Error associated to the latitude, determined using Boxer [km]
ErrLonM Error associated to the longitude, determined using Boxer [km]
TepiM Method for the determination of the macroseismic epicentre:
- bx0: determined by Boxer, method 0
- bx4: determined by Boxer, method 4
- bxM: determined by Boxer (method 0), and modified
- dm: from macroseismic data according to the procedures described in the referenced study (RefM)
Io Epicentral intensity
MwM Moment magnitude: macroseismic determination
ErMwM Error associated to the macroseismic moment magnitude
TMwM Method for the determination of moment magnitude from macroseismic data:
- bxn = calculated by Boxer using the isoseismals method
- bxi = calculated by Boxer using epicentral intensity
- Io = converted from Io with the same relation used by Boxer
- IoV1 = converted from Io using relations for the Etna volcanic area
- IoV2 = converted from Io using relations for the Phlegraean volcanic area
RefIns Reference code of the source of the instrumental epicentre
LatIns Epicentral latitude: instrumental determination (WGS84)
LonIns Epicentral longitude: instrumental determination (WGS84)
DepIns Hypocentral depth [km]
MwIns Instrumental moment magnitude
ErMwIns Error associated to the instrumental moment magnitude
TMwIns Instrumental magnitude origin:
- MwMT = from moment tensor solution
- Swa = from S-waves amplitude
- SM = from spectral method
- Pry_ml = converted from local magnitude
- Pry_mdml = converted from local magnitude derived from duration magnitude
- Pry_mlmsmb = mean of Mw values converted from Ml, Ms, and mb estimates, weighted with the  weighted with the inverse of the related variances
- Pry_msmb = mean of Mw values converted from Ms and mb estimates, weighted with the  weighted with the inverse of the related variances
- Pry_msmbWA = mean of Mw values converted from Ms, mb, and Ml Wood-Anderson estimates, weighted with the  weighted with the inverse of the related variances
- Pry_WA = converted from Ml Wood-Anderson
RefMwIns Reference code(s) of the source of the instrumental magnitude
EqID Earthquake identifier (not chronologically ordered)
CPTI11id Record identifier in CPTI11

Appendice 2 – Dataset macrosismici

La tabella riporta la sigla presente nel file CPTI15 (campo “RefM”), il corrispondente riferimento bibliografico degli studi che contribuiscono con dati macrosismici al catalogo, il numero dei terremoti indicati in ciascun studio e il relativo numero di punti di intensità.

Codice (RefM) Riferimento bibliografico N. terr. MdpN
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ARCAL012a Arcoraci L., Berardi M., Brizuela B., Castellano C., Del Mese S., Graziani L., Maramai A., Rossi A., Sbarra M., Tertulliani A., Vecchi M., Vecchi S., Bernardini F., Ercolani E., 2012. Rilievo macrosismico degli effetti del terremoto del 25 gennaio 2012 (Pianura Padana). Rapporto tecnico QUEST, INGV, Roma, 9pp. 1 25
ARCAL013 Arcoraci L., Bernardini F., Brizuela B., Ercolani E., Graziani L., Leschiutta I., Maramai A., Tertulliani A., Vecchi M., 2013. Rapporto macrosismico sul terremoto del 21 giugno 2013 (ML 5.2) in Lunigiana e Garfagnana (province di Massa-Carrara e di Lucca) (aggiornato al 30 giugno 2013). Rapporto tecnico QUEST, INGV, Roma, 5 pp. 1 27
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AZZAL009 Azzaro R., D'Amico S., Mostaccio A., Scarfì L., Tuvè T., 2009. Terremoti con effetti macrosismici in Sicilia orientale nel periodo gennaio 2006 - dicembre 2008. Quaderni di Geofisica, 72, INGV, Roma, 39 pp. 9 233
AZZAL012 Azzaro R., D'Amico S., Scarfì L., Tuvè T., 2012. Aggiornamento al rilievo macrosismico degli effetti prodotti dal terremoto del Pollino del 26 ottobre 2012 alle ore 01:05 locali. Rapporto tecnico QUEST, INGV, Roma, 5 pp. 1 40
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BARAL990 Barbano M.S., Riggio A.M., Catalan T., Sclippa P. and Toffoli D., 1990. Revisione di alcuni terremoti dell'Italia nord-orientale nella prima metà del XX secolo. GNDT, Rapporto interno, Udine, 349 pp. 4 594
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BDMFC016 BCSF, 2016. BD-MFC, Base de Données Macrosismiques Françaises Contemporaines. Le Bureau Central Sismologique Français, Ecole et Observatoire des Sciences de la Terre. 1 701
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BMING000a Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 2000a. Bollettino macrosismico - Primo quadrimestre 1996. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 104 pp. 11 1375
BMING000b Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., De Rubeis V., Tosi P., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 2000b. Bollettino macrosismico - Secondo quadrimestre 1996. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 83 pp. 5 205
BMING001a Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., De Rubeis V., Tosi P., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 2001a. Bollettino macrosismico - Terzo quadrimestre 1996. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 79 pp. 8 496
BMING001b Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., De Rubeis V., Tosi P., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 2001b. Bollettino macrosismico - Primo e secondo quadrimestre 1997. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 119 pp. 8 607
BMING001c Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., De Rubeis V., Tosi P., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 2001c. Bollettino macrosismico - Terzo quadrimestre 1997. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 154 pp. 16 2535
BMING002a Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., De Rubeis V., Tosi P., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 2002a. Bollettino macrosismico - Primo quadrimestre 1998. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 92 pp. 13 1439
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BMING991a Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Massucci A., 1991a. Bollettino macrosismico 1989. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 163 pp. 16 1805
BMING991b Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1991b. Bollettino macrosismico 1990. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 210 pp. 22 2303
BMING994 Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1994. Bollettino macrosismico 1991. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 285 pp. 22 2121
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BMING996 Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1996. Bollettino macrosismico - Secondo semestre 1992. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 84 pp. 8 352
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BMING998b Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1998b. Bollettino macrosismico - Terzo quadrimestre 1993. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 56 pp. 5 277
BMING998c Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1998c. Bollettino macrosismico - Primo quadrimestre 1994. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 87 pp. 7 491
BMING998d Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1998d. Bollettino macrosismico - Secondo quadrimestre 1994. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 71 pp. 5 418
BMING999a Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1999a. Bollettino macrosismico - Terzo quadrimestre 1994. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 68 pp. 2 107
BMING999b Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1999b. Bollettino macrosismico - Primo quadrimestre 1995. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 73 pp. 6 195
BMING999c Gasparini C., Tertulliani A., Riguzzi F., Anzidei M., Maramai A., Murru M., De Rubeis V., Vecchi M., Del Mese S., Vannucci C., Conte S., Massucci A., Saraceni A.M., 1999c. Bollettino macrosismico - Secondo quadrimestre 1995. Istituto Nazionale di Geofisica, Roma, 109 pp. 3 207
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TERAL009 Tertulliani A., Rossi A., Cucci L., Vecchi M., 2009. L'Aquila (Central Italy) Earthquakes: The predecessors of the April 6, 2009 Event. Seismological Reaserach Letters, 80(6), 1008-1013, http://doi.org/10.1785/gssrl.80.6.1008 1 8
TERAL012 Tertulliani A., Arcoraci L., Berardi M., Bernardini F., Brizuela B., Castellano C., Del Mese S., Ercolani E., Graziani L., Maramai A., Rossi A., Sbarra M, Vecchi M., 2012. The Emilia 2012 sequence: a macroseismic survey. Annals of Geophysics, supplement to vol.55, N. 4., 679-687, http://doi.org/10.4401/ag-6140 2 140
TERAL012a Tertulliani A., Cucci L., Rossi A., Castelli V., 2012. The 6 October 1762 Middle Aterno Valley (L'Aquila, Central Italy) Earthquake: New Constraints and New Insights. Seismological Research Letters, 83, 6, http://doi.org/10.1785/0220120048 1 13
TERAL015 Tertulliani A., Castelli V., Rossi A., Vecchi M., 2015. Reappraising a wartime earthquake: the October 3, 1943 event in the southern Marches (central Italy). Annals of Geophysics, 57, 6, http://doi.org/10.4401/ag-6645. 1 170
TERCU014 Tertulliani A., Cucci L., 2014. Presentazione e analisi critica dei dati storici di base del terremoto dell'8 gennaio 1693 nel Pollino. Quaderni di Geofisica, 117, INGV, Roma, 44 pp. 1 16
TERT015 Tertulliani A., 2015. Il terremoto del 12 giugno 1995 a Roma. Rapporto interno, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 7 pp. 1 125
TERT990 Tertulliani A.,1990. Indagine sugli effetti del terremoto del Canavese 11 febbraio 1990. Rapporto interno ING, Roma, 4 pp. 1 201

Appendice 3 – Dataset strumentali

A) La tabella riporta la sigla presente nel file CPTI15 (campo “RefIns), il corrispondente riferimento bibliografico dei cataloghi e degli studi che contribuiscono con epicentri strumentali al catalogo e il numero dei terremoti indicati in ciascun studio.

Codice Riferimento bibliografico N. terr.
ALPAL015 Alparone S., Maiolino V., Mostaccio A., Scaltrito A., Ursino A., Barberi G., D’Amico S., Di Grazia G., Giampiccolo E., Musumeci C., Scarfì L., Zuccarello L., 2015. Instrumental seismic catalogue of Mt. Etna earthquakes (Sicily, Italy): ten years (2000-2010) of instrumental recordings. Annals of Geophysics, 58, 4, S0435, http://doi.org/10.4401/ag-6591 2
BCIS Bureau Central International de Séismologie. Bulletin Mensuel, Strasbourg (France). 3
BCSF-BS Bureau Central Sismologique Français - Réseau National de Surveillance Sismique. Bulletin BCSF.  http://renass.unistra.fr 2
BSING Istituto Nazionale di Geofisica. Bollettino sismico mensile. 48
BSINGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Bollettino sismico Italiano. http://bollettinosismico.rm.ingv.it/ 153
CACAL015 Caciagli M., Camassi R., Danesi S., Pondrelli S., Salimbeni S., 2015. Can We Consider the 1951 Caviaga (Northern Italy) Earthquakes as Noninduced Events? Seismological Research Letters, 86, 5, 1335-1345. doi: 10.1785/0220150001 1
CECAL005 Cecic I., Zivcic M., Jesenko T. and Kolar J., 2005. Potresi v Sloveniji leta 2004. In: R. Vidrih J., Potresi v letu 2004, URSG, Ljubljana, pp. 16-41 1
CECAL999 Cecic I., Zivcic M., Gosar A. and Jesenko T., 1999. Potresi v Sloveniji leta 1998. In: J. Lapajne (Ed.), Potresi v letu 1998, URSG, Ljubljana, pp. 11-48 1
CSI1.1 Castello B., Selvaggi G., Chiarabba C. and Amato A., 2006. CSI Catalogo della sismicità italiana 1981-2002, versione 1.1. INGV-CNT, Roma. http://csi.rm.ingv.it/ 236
CSTI1.1 Gruppo di Lavoro CSTI, 2005. Catalogo Strumentale dei Terremoti Italiani dal 1981 al 1996 (Versione 1.1). http://gaspy.df.unibo.it/paolo/gndt/Versione1_1/Leggimi.htm 272
DPCV3015 Barberi G., Cocina O., Maiolino V., Scarfì L., 2015. Parametric catalogue of Mt. Etna earthquakes from 1999 to 2015: a relocated dataset by 3D velocity model and tomoDDPS code. DPC-INGV V3 Project, 2012-2015 volcanological programme, RU 1 report, Miscellanea INGV, 29, https://sites.google.com/a/ingv.it/volcpro2014/ 114
INGVCT Gruppo Analisi Dati Sismici, 2016. Catalogo dei terremoti della Sicilia Orientale - Calabria Meridionale (1999-2016). INGV, Catania, http://www.ct.ingv.it/ufs/analisti/catalogolist.php 1
ISC International Seismological Centre. Reviewed On-line Bulletin. Thatcham, United Kingdom. http://www.isc.ac.uk 570
ISIDE ISIDe Working Group. Italian Seismological Instrumental and parametric database. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Rome. http://iside.rm.ingv.it 92
ISS International Seismological Summary (ISS), Earthquake Catalog (1918-1963). Edinburgh. 18
MICAL006 Michelini A., Lomax, A., Nardi A., Rossi A., 2006. La localizzazione del terremoto della Calabria dell'8 settembre 1905 da dati strumentali. In: Guerra I., Savaglio A. (eds.): 8 settembre 1905, terremoto in Calabria. Regione Calabria, Università della Calabria, Deputazione di Storia Patria per la Calabria, pp. 225-240. 1
NEIC-PDE National Earthquake Information Center - NEIC, Preliminary Determinations of Epicenters, Monthly Listing. http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/search/ 16
OGS-BFVG Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Centro di Ricerche Sismologiche. Bollettino della Rete Sismometrica del Friuli Venezia Giulia. http://www.crs.inogs.it/bollettino/RSFVG/ 22
PATAL004 Patané D., Cocina O., Falsaperla S., Privitera E., Spampinato S., 2004. Mt. Etna volcano: a seismological framework. In: Bonaccorso A., Calvari S., Coltelli M., Del Negro C. & Falsaperla S. (ed.), "Mt. Etna: volcano laboratory", American Geophysical Union, Geophysical monograph, 143, pp. 147-165 + CD, doi: http://doi.org/10.1029/143GM10 15
PINAL008 Pino N.A., Palombo B., Ventura G., Perniola B. and Ferrari G., 2008. Waveform modelling of historical seismograms of the 1930 Irpinia earthquake provides insight on "blind" faulting in Southern Apennines (Italy). J. Geoph. Res., 113, http://doi.org/10.1029/2007JB005211 1
SANAL014 Sandron D., Renner G., Rebez A., Slejko D., 2014. Early instrumental seismicity recorded in the eastern Alps. Bollettino di Geofisica Teorica ed Applicata, 34pp., http://doi.org/10.4430/bgta0118 59
SIHEX015 Cara M., Cansi Y., Schlupp A., Arroucau P., Béthoux N., Beucler E., Bruno S., Calvet M., Chevrot S., Deboissy A., Delouis B., Denieul M., Deschamps A., Doubre C., Fréchet J., Godey S., Golle O., Grunberg M., Guilbert J., Haugmard M., Jenatton L., Lambotte S., Leobal D., Maron C., Mendel V., Merrer S., Macquet M., Mignan A., Mocquet A., Nicolas M., Perrot J., Potin B., Sanchez O., Santoire J., Sèbe O., Sylvander M., Thouvenot F., Van Der Woerd J., Van Der Woerd K., 2015. SI-Hex: a new catalogue of instrumental seismicity for metropolitan France. Bulletin de la Societe Geologique de France, 186(1), pp.3-19, http://doi.org/10.2113/gssgfbull.186.1.3. 21
SLEAL999 Slejko D., Neri G., Orozova I., Renner G. and Wyss M., 1999. Stress field in Friuli (NE Italy) from fault plane solutions of activity following the 1976 mainshock. Bull. Seism. Soc. Am. 89, 1037-1052. 35
UNICT005 Distefano G., Di Grazia G., 2005. Database localizzazioni ipocentrali terremoti Etna dal 1977 al 2001. Progetto DPC-INGV V3, Convenzione INGV-DPC 2004-2006, Task 4-deliverable 4.2.2, http://progettosv.rm.ingv.it/Progetti/Vulcanologici/V3.htm 34
WEST993 Westaway R., 1993. Fault rupture geometry for the 1980 Irpinia earthquake: a working hypothesis. Ann. Geof. 36, 51-70. 1
ZIVC009 Živcic M., 2009. Earthquake Catalogue of Slovenia. Data file available at http://gis.arso.gov.si/atlasokolja/profile.aspx?id=Atlas_Okolja_AXL@Arso 6

B) La tabella riporta la sigla presente nel file CPTI15 (campo “RefMwIns”) e il corrispondente riferimento bibliografico dei cataloghi e degli studi che contribuiscono con stime di magnitudo strumentali al catalogo.

Codice (RefMwIns) Riferimento bibliografico
BENAL005 Bernardi F., Braunmiller J. and Giardini D., 2005. Seismic Moment from Regional Surface-Wave Amplitudes: Applications to Digital and Analog Seismograms. Bull. Seism. Soc. Am. 95, 408-418, http://doi.org/10.1785/0120040048.
BSING Istituto Nazionale di Geofisica. Bollettino sismico mensile.
BSINGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Bollettino sismico Italiano. http://bollettinosismico.rm.ingv.it/
CSI1.1 Castello B., Selvaggi G., Chiarabba C. and Amato A., 2006. CSI Catalogo della sismicità italiana 1981-2002, versione 1.1. INGV-CNT, Roma. http://csi.rm.ingv.it/
CSTI1.1 Gruppo di Lavoro CSTI, 2005. Catalogo Strumentale dei Terremoti Italiani dal 1981 al 1996 (Versione 1.1). http://gaspy.df.unibo.it/paolo/gndt/Versione1_1/Leggimi.htm
GLOBCMT Global Centroid Moment Tensor Project. http://www.globalcmt.org
INGVCT Gruppo Analisi Dati Sismici, 2016. Catalogo dei terremoti della Sicilia Orientale - Calabria Meridionale (1999-2016). INGV, Catania, http://www.ct.ingv.it/ufs/analisti/catalogolist.php
INGVTDMT Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Catalogo Time Domain Moment Tensor. http://cnt.rm.ingv.it/tdmt
ISC International Seismological Centre. Reviewed On-line Bulletin. Thatcham, United Kingdom. http://www.isc.ac.uk
ISIDE ISIDe Working Group. Italian Seismological Instrumental and parametric database. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma. http://iside.rm.ingv.it
ITACMT The Italian CMT dataset from 1977 to the present (updated to 2014). http://www.bo.ingv.it/RCMT/Italydataset.html
MARAL993 Margottini C., Ambraseys N.N. and Screpanti A., 1993. La magnitudo dei terremoti italiani del XX secolo. ENEA, rapporto interno, Roma, 57 pp.
MEDN-INGV Mediterranean Very Broadband Seismographic Network.
NEIC National Earthquake Information Center. Moment tensor solutions. http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/search/
PATAL004 Patané D., Cocina O., Falsaperla S., Privitera E., Spampinato S., 2004. Mt. Etna volcano: a seismological framework. In: Bonaccorso A., Calvari S., Coltelli M., Del Negro C. & Falsaperla S. (ed.), "Mt. Etna: volcano laboratory", American Geophysical Union, Geophysical monograph, 143, pp. 147-165 + CD
PINAL000 Pino N.A., Giardini D. and Boschi E., 2000. The December 28, 1908, Messina Straits, Southern Italy, earthquake: waveform modelling of regional seismograms. J. Geoph. Res. 105, B11, 25473-25492
POST985 Postpischl D., 1985. Catalogo dei terremoti italiani dall'anno 1000 al 1980. Quaderni della Ricerca Scientifica, 114, 2B, Bologna, 239 pp.
SANAL015 Sandron D., Gentile G.F., Gentili S., Saraò A., Rebez A., Santulin M., Slejko D., 2015. The Wood-Anderson of Trieste (Northeast Italy): One of the Last Operating Torsion Seismometers. Seismological Research Letters 86, 6, 1-10
SED-MT Schweizerische Erdbebendienst - ETH Zürich. Reviewed Regional Moment Tensor Catalog. http://www.seismo.ethz.ch/prod/tensors/mt_oldcat
UNICT005 Distefano G., Di Grazia G., 2005. Database localizzazioni ipocentrali terremoti Etna dal 1977 al 2001. Progetto DPC-INGV V3, Convenzione INGV-DPC 2004-2006, Task 4-deliverable 4.2.2, http://progettosv.rm.ingv.it/Progetti/Vulcanologici/V3.htm

Appendice 4 – Terremoti di CPTI11 non in CPTI15

Elenco dei terremoti di CPTI11 non più presenti in CPTI15 e relativa motivazione.

N Year Mo Da Ho Mi Ax Rt Lat Lon Mw Motivo
29 1197 Brescia Guidoboni et al., 2007 Falso secondo ENEL (1985)
34 1223 Gargano Guidoboni et al., 2007 41.873 15.981 5.78 Falso secondo Camassi et al. (2012)
43 1268 11 4 Trevigiano Guidoboni et al., 2007 45.735 12.079 5.35 Falso secondo Camassi et al. (2012)
52 1279 4 24 17 Cividale del Friuli Guidoboni et al., 2007 Falso secondo Camassi et al. (2012)
72 1310 Villa S. Giovanni Postpischl, 1985 38.250 15.667 5.14 Falso secondo Molin et al., (2008)
89 1346 2 22 11 Ferrara Guidoboni et al., 2007 44.836 11.618 4.93 Falso secondo Camassi e Castelli (2013)
167 1461 6 Castelcivita Postpischl, 1985 40.500 15.250 5.14 Falso secondo Molin et al., (2008)
215 1502 9 23 Cuneo Guidoboni et al., 2007 Falso secondo SGA (2002)
264 1549 5 3 Savona Arch.Mac.GNDT, 1995 44.307 8.480 4.93 Falso secondo Camassi et al. (2015)
288 1571 11 1 Tirol Van Gils & Ley., 1991a 47.300 11.400 5.14 Falso secondo Hammerl (2015)
404 1687 Castel Bolognese Postpischl, 1985 44.333 11.750 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
421 1691 7 14 Bovolenta Postpischl, 1985 45.333 11.833 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
659 1780 1 3 Monte Oliveto Arch.Mac.GNDT, 1995 4.00 Falso secondo Camassi et al. (2011)
839 1831 4 9 Stilo Postpischl, 1985 38.500 16.500 4.93 Falso secondo Molin et al., (2008)
890 1839 8 18 1 Cosenza Postpischl, 1985 39.300 16.250 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
974 1858 8 6 12 15 Ricigliano Postpischl, 1985 40.750 15.550 5.14 Falso secondo Molin et al., (2008)
1208 1889 6 30 21 15 Basso Tirreno Postpischl, 1985 38.583 14.583 5.14 Falso secondo Molin et al., (2008)
1336 1897 5 15 5 57 Ljubljana Cvijanovic, 1981 46.000 14.500 5.57 Falso secondo Molin et al., (2008)
1355 1898 2 17 6 2 S. Sofia Postpischl, 1985 43.917 11.917 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
1403 1901 1 15 14 30 CIVITAQUANA Postpischl, 1985 42.267 13.900 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
1485 1905 9 14 5 TERME BRENNERO Postpischl, 1985 47.000 11.500 4.51 Falso secondo Molin et al., (2008)
1581 1909 11 2 3 44 RIJEKA Postpischl, 1985 45.200 14.200 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
1643 1913 6 28 2 47 VILLA S.GIOVANNI Postpischl, 1985 38.167 15.583 4.51 Falso secondo Molin et al., (2008)
1986 1934 11 9 23 9 SPEZZANO Postpischl, 1985 39.283 16.333 4.93 Falso secondo Molin et al., (2008)
2041 1940 2 4 19 25 ABBADIA Postpischl, 1985 42.883 11.617 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
2121 1949 12 9 13 45 Reggio Calabria Boll. Strum. ING 38.117 15.583 4.43 Falso secondo Molin et al., (2008)
2211 1957 12 3 16 20 NORCIA Postpischl, 1985 42.783 13.100 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
2274 1962 9 12 22 ALVITO Boll. Strum. ING 41.667 13.717 4.50 Falso secondo Molin et al., (2008)
2286 1963 5 20 4 M.LETO Boll. Strum. ING 43.400 12.500 4.70 Falso secondo Molin et al., (2008)
2306 1965 3 15 8 56 CAPRIATA Postpischl, 1985 44.700 8.700 4.51 Falso secondo Molin et al., (2008)
2395 1970 5 5 12 49 PAVULLO Postpischl, 1985 44.350 10.850 4.72 Falso secondo Molin et al., (2008)
2410 1970 12 30 5 16 PARTANNA Postpischl, 1985 37.700 12.900 4.51 Falso secondo Molin et al., (2008)
1071 1877 1 25 3 53 Valbruna OGS, 1987 46.450 13.300 4.93 Nessun riscontro in altri studi
1757 1918 1 14 6 44 ARETINO Camassi & Stu., 1997 43.500 11.800 4.90 Nessun riscontro in altri studi
1826 1923 1 1 17 55 NOTRANJSKO Cvijanovic, 1981 45.900 14.400 4.93 Nessun riscontro in altri studi
2012 1937 2 26 Medio Adriatico Boll. Strum. ING 43.900 13.100 4.43 Nessun riscontro in altri studi
2082 1946 2 18 23 PIONE Boll. Strum. ING 44.600 9.600 4.70 Nessun riscontro in altri studi
2089 1947 4 14 14 53 Medio Adriatico Boll. Strum. ING 42.500 15.000 4.77 Nessun riscontro in altri studi
2319 1966 5 26 18 7 Monteveglio Int. Seism. Sum. Cat. 44.500 11.200 4.70 Nessun riscontro in altri studi
2330 1967 9 24 22 27 Lecchese ISC Bull. 45.750 9.390 4.52 Nessun riscontro in altri studi
2676 1983 1 19 8 8 Alto Ionio Castello et al., 2006 39.031 18.873 4.64 Duplicato
3046 2000 8 21 17 24 Monferrato Castello et al., 2006 44.740 8.422 5.04 Duplicato
317 1600 Palazzuolo Castelli et al., 1996 44.113 11.548 5.35 Errore di trascrizione
2668 1982 10 17 10 56 Tirol GdL CSTI, 2005 47.489 11.172 4.80 Errore di trascrizione
2680 1983 5 7 22 9 Penisola Salentina GdL CSTI, 2005 40.062 17.890 4.96 Errore di trascrizione
2689 1983 11 8 18 21 Mar Ionio GdL CSTI, 2005 38.983 17.420 5.37 Errore di trascrizione
2711 1984 6 19 1 27 Adriatico centrale GdL CSTI, 2005 42.869 15.290 4.56 Errore di trascrizione
2732 1985 8 15 4 45 ZONA LUBIANA GdL CSTI, 2005 46.160 14.339 4.47 Errore di trascrizione
2757 1986 7 22 7 13 Isole Tremiti GdL CSTI, 2005 42.057 15.729 4.56 Errore di trascrizione
2855 1993 11 6 23 21 ZONA RAVENNA GdL CSTI, 2005 44.253 12.038 4.47 Errore di trascrizione

Studi citati nella colonna "Motivo"

Camassi R., Caracciolo C.H., Castelli V., Ercolani E., Bernardini F., Albini P., Rovida A., 2012. Contributo INGV al WP2 del progetto HAREIA - Historical and Recent Earthquakes in Italy and Austria: Studio della sismicità storica del Friuli Venezia-Giulia, Veneto e Alto Adige. Rapporto finale, Bologna, 23 pp. + 5 Allegati

Camassi R., Castelli V., 2013. The curious case of the 1346 earthquake recorded only by very young chroniclers. Seismological Research Letters, 84, 6, 1089-1097, http://doi.org/10.1785/0220130063

Camassi R., Castelli V., Caracciolo C.H., Ercolani E., Bernardini F., 2015. Revisione speditiva di alcuni terremoti di area nord occidentale. Rapporto interno, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 27 pp.

Camassi R., Castelli V., Molin D., Bernardini F., Caracciolo C. H., Ercolani E. and Postpischl L., 2011. Materiali per un catalogo dei terremoti italiani: eventi sconosciuti, rivalutati o riscoperti. Quaderni di Geofisica, 96, INGV, Roma, 53pp.

ENEL, 1985. Studi e indagini per l'accertamento della idoneità tecnica delle aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari per le Regioni Piemonte, Lombardia e Puglia: indagini di sismica storica. Rapporti tecnici predisposti da ISMES-SGA, Roma.

Hammerl C., 2015. The four strongest earthquakes in Tyrol/ Austria during XVIth and XVIIth centuries: from archival sources to macroseismic intensities. Acta Geodaetica et Geophysica, 50, 1, 39-62, http://doi.org/10.1007/s40328-014-0083-3.

Molin D., Bernardini F., Camassi R., Caracciolo C.H., Castelli V., Ercolani E., Postpischl L., 2008. Materiali per un catalogo dei terremoti italiani: revisione della sismicità minore del territorio nazionale, Quaderni di Geofisica, 57, INGV, Roma, 75pp.

SGA, 2002. Ricerche, revisioni e confronti. Terremoti storici. Rapporto Tecnico, Incarico INGV-MI, 01/2002, 25 gennaio 2002, RPT 248/02, Bologna, 214 pp. + CD-ROM.