Workshop
"Verso la definizione delle caratteristiche dei terremoti attesi"


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Introduzione





Note per l'avvio del progetto 96-98 del GNDT,
obiettivo A
"Definizione delle caratteristiche dei terremoti attesi"
con particolare riferimento alle attività dei sub-obiettivi A1 e A3



Ai responsabili delle UR ed al personale ex-art. 23 afferenti ai sub-obiettivi A1 e A3, ai colleghi di ING e SSN

Cari colleghi, come annunciato nei giorni 10/11 ottobre, con inizio alle 9.30 del 10, si terrà a Milano un Workshop organizzato congiuntamente dai sub-obiettivi A1 ed A3 del GNDT con lo scopo di discutere le problematiche e di definire attività e forme di coordinamento. Sono invitati UR e personale ex-art.23 afferenti ai sub-obiettivi A1 ed A3 (il settore A2 ha già effettuato un proprio Workshop) nonchè, nello spirito della conferenza di Erice, ricercatori di altri Enti. Per meglio finalizzare gli obiettivi del Workshop viene allegato un breve documento.

I lavori saranno organizzati attorno ad un certo numero di interventi di stimolo, che avranno il compito di fare il punto su problematiche principali e iniziative in corso e di suggerire ricerche da sviluppare, senza ripetere quanto eventualmente già presentato ad Erice. Siete invitati a partecipare illustrando, con brevi interventi concordati preventivamernte con gli organizzatori (si prega di inviare un abstract entro il 3.10), le attività relative al PE96, sottolineandone gli aspetti di maggior interesse per gli obiettivi descritti nel documento allegato. Cordiali saluti.

Gli organizzatori D. Slejko e M. Stucchi





Allegato: documento preparatorio al Workshop

Premessa. Nell'introduzione al PE 96 del GNDT si legge: Il programma triennale si articola in 2 Obiettivi e 8 Sub-obiettivi. In particolare, i due obiettivi generali sono:


Si tratta di due obiettivi complementari, anche se per molti versi indipendenti. Infatti, scenari di rischio sarebbero necessari in tutte le zone ove sono attesi eventi distruttivi; di fatto, sarebbero prioritari nelle zone in cui il prossimo terremoto distruttivo è più vicino nel tempo. Allo stato attuale non si è in grado di definire tali zone, mentre la definizione in tempi brevi di scenari dettagliati di rischio in tutte le aree italiane a elevata sismicità risulta fuori della portata operativa. Pertanto la prima scelta è caduta necessariamente su una delle aree italiane a maggiore pericolosità statistica, maggiore vulnerabilità e maggiore esposizione, cioè l'area di Catania. È tuttavia auspicabile che la comunità scientifica definisca procedure atte all'individuazione, sia pure in via semplificata, delle zone prossime a sperimentare terremoti distruttivi al fine di indirizzare, con precisione crescente, le spese per la riduzione del rischio. Si tratta di un problema del tutto nuovo per l'Italia, dalla cui soluzione ci si attende di colmare il gap fra le tradizionali valutazioni di tipo statistico della pericolosità e del rischio sismico su cui si basano le attuali forme di intervento antisismico, quali ad esempio la zonazione sismica di supporto alla normativa per le nuove costruzioni, e l'improbabile previsione a breve termine, che conosce oggi un periodo di scetticismo e di ripensamento anche in quei paesi che da tempo hanno investito in questo settore risorse finanziarie e di personale ben al di là della portata del GNDT.

Obiettivo A. Con la consegna dei prodotti della convenzione 93-95 si è chiusa una fase delle attività del GNDT. L'ultimo periodo è coinciso con la preparazione del triennale e del PE96, le cui formulazioni rappresentano un compromesso fra volontà di definire obiettivi nuovi e limitata elaborazione a loro supporto.
Nel PE 96 l'obiettivo A è individuato nella "Definizione delle caratteristiche dei terremoti attesi". La portata strategica di questo obiettivo, anche a fini di Protezione Civile, non è forse stata sufficientemente sottolineata da parte del GNDT stesso. E' quindi necessario ribadire con forza questo aspetto, ad esempio a partire dall'avvio delle attività connesse con il PE96 e con la formulazione del PE97. L'introduzione recita:

Il forte orientamento dell'intero obiettivo A verso il problema della previsione a medio termine, venuto delineandosi nel periodo compreso fra l'approvazione del programma triennale 1996-1998 e la formulazione del progetto esecutivo 1996, ha richiesto alcuni aggiustamenti delle tematiche sviluppate dai sub-obiettivi A1, A2, A3, che vengono descritte più sotto.
Le attività 96 per il conseguimento dell'obiettivo A prevedono livelli differenziati di approfondimento. Vi sono infatti settori (quali l'aggiornamento del database sismologico e del catalogo dei terremoti e l'aggiornamento della valutazione della pericolosità sismica per l'EC8), che procederanno all'apertura di una nuova fase di ricerca avendo alle spalle un assetto metodologico e programmatico abbastanza ben definito. Vi sono invece situazioni che richiedono momenti di sperimentazione, quali ad esempio la definizione delle strutture sismogenetiche nonchè la scelta e l'uso dei modelli non stazionari.
Al conseguimento di questo obiettivo concorrono dati e competenze di tipo diverso, il cui coordinamento è previsto a livello dei sub-obiettivi A1, A2, A3. È previsto inoltre un ulteriore momento di raccordo, destinato a rafforzarsi negli anni successivi, avente il compito di finalizzare alla previsione a medio termine le attività e i prodotti dei primi tre sub-obiettivi. [....]

Dal flow-chart annesso al PE96 si evincono 4 sub-obiettivi, 4 gruppi di esigenze per il loro conseguimento, alcuni prodotti principali di settore e il prodotto "previsioni a medio termine" come prodotto unitario dell'intero obiettivo. Le circostanze descritte più sopra hanno fin qui impedito di definire con chiarezza i termini dei prodotti attesi. Tuttavia, poichè essi non potranno procedere automaticamente dalla somma degli elaborati dei tre sub-obiettivi, è necessario procedere con urgenza alla loro definizione, in modo che le attività dei sub-obiettivi stessi possano essere meglio finalizzati.
La suddivisione attuale delle tematiche e l'organizzazione dei sub-obiettivi risente fortemente della impostazione legata al conseguimento degli obiettivi precedenti, e vanno rivisti tenendo anche conto della situazione contingente del GNDT. E' evidente, ad esempio, che le informazioni di base di cui si ha avrà bisogno potranno divergere, anche sensibilmente, da quelle fin qui raccolte. Inoltre, mentre nel caso precedente la definizione del modello di calcolo (Cornell) era dettata da esigenze di uniformità con quanto fatto a livello internazionale, in questo caso la situazione sembra più aperta e autonoma.
Ne consegue anche che occorre rivedere profondamente la catena gerarchica "dati sismologici/dati geologici/sintesi sismotettonica/calcoli" che si è instaurata, forse per necessità, nella fase precedente ma che certo non ha valorizzato al massimo il potenziale di ricerca disponibile. In particolare, occorre che i dati disponibili concorrano spontaneamente a suggerire modelli, anzichè limitarsi, come spesso avviene, a fittare - più o meno bene - modelli prestati da altre realtà.

Definizione dei prodotti attesi e delle ipotesi di lavoro
Una buona traccia per la definizione dei prodotti può essere costituita da alcuni degli obiettivi emersi dall'assemblea dei ricercatori di Erice. In particolare il documento finale considera tra gli obiettivi raggiungibili entro tre anni i seguenti:

Il progetto triennale del GNDT ed iI PE 96, ai quali si rimanda, hanno individuato alcune tematiche di ricerca ed alcuni prodotti di settore.
Il documento "Erice" individua alcune azioni, tese soprattutto a sviluppare ed a rendere più efficaci le iniziative in corso, tra cui la costituzione di una banca comune di dati storici, di una banca dati relativa alle faglie sismogenetiche, il miglioramento della raccolta dei dati strumentali, lo sviluppo di metodologie non convenzionali per la valutazione della pericolosità, un ripensamento sulle relazioni di attenuazione dei parametri sismologici, ecc.

Sulla base del progetto triennale GNDT e del documento "Erice" si può ipotizzare di definire per l'obiettivo A i seguenti prodotti principali a tre anni:

A partire da queste ipotesi, che vanno discusse e approvate, è quindi opportuno che le attività delle UR e degli art. 23 si orientino, da subito, verso queste tematiche. E' altresì necessario trovare, a livello nazionale, forme di coordinamento idonee per il conseguimento dei predetti obiettivi.


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Indice
Sessione 1 Verso una valutazione dell'hazard di nuova generazione
Sessione 2 Sismicità e strutture sismogenetiche
Sessione 3 Previsione a medio termine
Bibliografia